sabato 11 gennaio 2025

Basilica di Santa Maria sopra Minerva - Piazza della Minerva 42 - 00186 Roma

 

E' il giorno della Befana o Epifania, che dir si voglia. Il meteo a Roma è stupendo. Rimanere a casa è delittuoso, così decidiamo di fare una bella passeggiata per le vie della capitale. Alla fine della giornata saranno 15 chilometri complessivi a piedi. Con la metro arriviamo a Piazza della Repubblica, per vedere la piazza rimessa a nuovo davanti al Planetario. Rapida visita ai negozi dentro la Stazione Termini e poi Via Nazionale. .A quel punto prendiamo direzione Pantheon, il cuore della città è proprio da quelle parti. Appuntamento con i Franchetti, caffè al volo alla Tazza d'Oro e iniziamo l'avvicinamento ad una delle più belle chiese di Roma, la Basilica di Santa Maria sopra Minerva, detta anche la Basilica dell'Elefante, a causa  dell'obelisco sorretto da una scultura di elefante. Detto obelisco è opera del Bernini. Il sopra Minerva, deriva dal fatto che la basilica è stata edificata in un'area dedicata alla dea Minerva. La basilica è stata costruita nel XIII° ad opera dei Frati Domenicani ed è una delle poche con struttura gotica. L'esterno, molto semplice, non lascia presagire il tripudio di sensazioni , colori, vetrate e colonne che attendono il visitatore. Sono sicuro che la maggior parte delle persone, non sanno che qui è sepolta Santa Caterina da Siena. E' posta sotto l'altare maggiore ed attira molti pellegrini. La  gente  riempie la sua tomba di bigliettini per ringraziare e chiedere qualche intercessione particolare. Il Cristo Redentore, detto anche della Minerva, è presente all'interno della Basilica, scultura ad opera di Michelangelo. Da non dimenticare che qui si trovano le spoglie del Beato Angelico, proclamato nel 1984  "Patrono universale degli Artisti". Il suo vero nome era Guido di Pietro, conosciuto poi come Giovanni da Fiesole e infine Beato Angelico. Nacque alla fine del 1300 a Vicchio di Mugello. Nel 1418 prese i voti con il nome di Giovanni. Aderì alla corrente dei Domenicani osservanti, che professava  povertà assoluta e ascetismo. Morì a Roma nel 1455 all'interno del Monastero di  Santa Maria sopra Minerva. Già a quei tempi era chiamato Beato Angelico, anche se soltanto nel 1982 arrivò la beatificazione grazie a Papa Giovanni Paolo II°. Prendetevi tutto il tempo che potete per visitarla, perché è qualcosa che vi rimarrà negli occhi e nel vostro animo. La maestosità delle colonne  e i colori delle volte, vi lasceranno a bocca aperta. E qui ho riportato solo le figure più importanti, ma al suo interno si respira profondamente   spiritualità e la cultura. E non di rado vi potreste trovare ad assistere a concerti  e celebrazioni liturgiche. Insomma Roma  regala oltre agli Oratori del Celio, anche questa stupenda basilica. E non solo......

martedì 31 dicembre 2024

Polpette di bollito

Il giorno di Natale, non potevamo aprire il pranzo senza i tortellini in brodo. E' la cosa a cui tengo di più, al pari del baccalà in pastella per la sera della vigilia. Brodo eccellente. ma come i tortellini che acquisto presso la pasta all'uovo Urbinati, in quel di centocelle. Ma torniamo al brodo e al fatto che, avendo mangiato in abbondanza la sera precedente e essendoci ancora tutto il pranzo da gustare, la carne occorsa per il brodo rimane intatta e nessuno ne esige un assaggio  nel piatto. E allora che ne facciamo di tutto quel ben di Dio che abbiamo usato per il brodo? Molto semplice le polpette di bollito  e la voglia mi è venuta da quando, il 17 dicembre sono andato insieme ai soliti noti di Spalato, alla Taverna Mari a Grottaferrata. Dopo anni ho mangiato una gustosissima polpetta di bollito. E allora, insieme a Carla, che ha fritto magnificamente, abbiamo dato inizio alle danze. Dunque avevamo circa 800 grammi di carne, a quel punto ho unito alla carne 200 grammi di patata lessa, un uovo, un pizzico di sale  e parmigiano a piacere. Insomma questo ingrediente dipende molto dal gusto personale, diciamo che circa 100 grammi sono il massimo che ci può stare. Ho inserito nel mixer prima la carne, per poterla avere belle morbida e facilitare la preparazione delle polpette. Successivamente ho inserito gli altri ingredienti. Ho lavorato il tutto con le mani e ho messo a riposare l'impasto in frigorifero pere circa 30 minuti, come da suggerimento di mia madre. Le polpette della Sora Maria nella nostra famiglia, sono un'istituzione, oltre che eccezionali.  Passati i trenta minuti, iniziamo la preparazione vera e propria. Nel mentre faccio le polpette di media grandezza, Carla le passa prima nell'uovo e  poi nel pangrattato, quello senza glutine, che risulta molto più delicato e croccante. L'olio di semi di girasole ha raggiunto la sua temperatura ottimale e via alla frittura. La prima parte con una sola passata di uovo e pangrattato, la seconda con la doppia panatura. Devo dire che la seconda opzione risulta più buona. Alla fine ne è rimasta solo una di polpetta, sinonimo di bontà elevata. Noi le abbiamo accompagnate con una  insalatina a taglio, ma anche con una salsa verde e una maionese al basilico avrebbero avuto successo. Insomma viva la polpetta di bollito. 

giovedì 19 dicembre 2024

Pizzeria Oliva - Piazzetta Marconiglio 3 - 80141 Napoli

E come ogni anno, si organizza per le feste  natalizie, la nostra zingarata dedicata. Anche quest'anno abbiamo deciso di recarci a Napoli. Attratti dalle sfogliatelle, dal caffè, dalla visita guidata al Museo Archeologico Nazionale  e dalla pizza. La giornata a livello meteo ci vuole bene, bella temperatura e appena qualche nuvola, anche se le previsioni  dicevano cose diverse. Fortunatamente la pioggia arriverà e anche in maniera consistente, quando prenderemo il treno per tornare a Roma Termini. Partenza ore 7.40 da Roma e arrivo  in quel di Napoli in leggero ritardo. Ma poco male. Appena scesi, solita colazione al nostro bar di  fiducia  di fronte alla Stazione. Per il pranzo siamo coperti, nel senso che abbiamo prenotato da Oliva, ormai più che una sicurezza. Ma prima del meritato pranzo, ci aspetta una interessante visita al Museo. Prendiamo la guida e la cosa diventa veramente bella. Circa due ore di notizie interessanti e piccole chicche sulle abitudini dell'epoca. E certo che dopo due ore la fame inizia a farsi sentire. E da li, con circa trenta minuti di camminata, arriviamo a Piazza Marconiglio, sede della pizzeria. Sanno che abbiamo
telefonato per otto persone, ma loro non accettano prenotazioni e comunque hanno detto che non ci sarebbe stato alcun problema. E in effetti così è stato. Appena ci sediamo ci accorgiamo che lo spazio è un pò ristretto. Ma nessuna paura, ci aggiungono un altro tavolo e il problema è prontamente risolto. Arriva subito un ragazzo per prendere l'ordinazione delle bevande, la scelta ricade su acqua , birra artigianale e una lattina di coca cola. A questo punto diamo il via libera per la preparazione della pizza fritta, ne prendiamo quattro così la divisione è perfetta, meta pizza fritta a testa. Dire che è buona è fare un affronto a chi l'ha preparata. Semplicemente deliziosa. In una
situazione normale, si potrebbe anche pensare di fermarsi qui o quantomeno una pizza margherita da divedere sempre in due. E invece no, una pizza intera ciascuno. Le ordinazioni della stessa, spaziano dalla salsiccia e friarielli, alla semplice margherita, per passare alla scarola e provola. Logicamente altre birre sono arrivate dietro richiesta di noi commensali. Devo dire che a fatica, quasi tutti, hanno terminato la pizza., tranne due  che hanno onorato alla grande la tavola, cioè Roberto e Andrea. Ad un certo punto è stato ordinato anche un crocchè, cosi per non perdere l'abitudine alla masticazione. Purtroppo abbiamo dovuto saltare il dolce, cioè la mitica pizza con la nutella . Non ce la facevamo proprio. E per riprenderci abbiamo sentito  la necessità di fare qualche chilometro a piedi. Tornando al pranzo, alla fine abbiamo speso 18 euro a testa. E per una mangiata del genere, cioè di qualità e di altrettanta qualità e il numero delle bevande che sono passate sul nostro tavolo, il prezzo è più che interessante ed economico. Insomma da Oliva è sempre una super garanzia.

lunedì 9 dicembre 2024

Mostra Botero - Palazzo Bonaparte - Piazza Venezia 5 - 00186 Roma

Chi a tempo non aspetti tempo e dato che la mostra sulle opere di Botero termina il 19 Gennaio 2025, noi siamo andati a vederla   ad ottobre 2024. Dire che è stata una bellissima esperienza è dir poco. Ormai Palazzo Bonaparte è la location delle mostre più importanti che si possono ammirare a Roma. Certo il costo è impegnativo, sono 20 euro comprensivi di prevendita, audioguida e altri balzelli. Insomma la cultura è sempre più cara. Ingresso tra le 15.45 e le 16. Parecchia gente il fila per entrare, ma non è la nostra fila, perchè noi siamo in quella che hanno già acquistato online il ticket. E infatti nessun tempo di attesa, prendiamo la nostra audioguida, fondamentale per la visita e ci dirigiamo verso le scale per iniziare il tour. Appena entrati c'è un video che narra la vita e le opere più importanti del pittore colombiano, nato  il 19 Aprile del 1932 a Medellin e morto il  15 Settembre 2023 a Monaco.  Non ebbe una formazione artistica tradizionale. La morte del padre segnò in qualche modo la sua vita, aveva solo quattro anni. Prese parte ad una
scuola di toreadori, ma alla fine il suo
amore per l'arte lo portò ad essere una autodidatta della pittura. I pittori rinascimentali italiani furono i suoi esempi per esternare la sua arte. A soli sedici anni vinse un corcorso grazie alle sue illustrazioni si giornali locali. E questo gli diede modo di poter viaggiare e studiare in Europa. Il concetto di volume e proporzione hanno poi dato vita al Boterismo. In questo primo periodo, intorno al 1950, Paolo Uccello e Pier della Francesca ispirarono le opere di Botero. E nel 1957 , in una natura morta, mentre dipingeva un manodolino, decise di aumentare le dimensioni dello stesso senza alterare la grandezza del foro. Insomma è da qui che presero  corpo le dimensioni alterate dell'artista. Le figure rappresentate da Botero, che siano uomini, cose o animali, non sono delle caricature, ma espromono la capacità  da parte dell'artista di catturare l'essenza delle emozioni. Botero non ha mai dimenticato le sue radici, infatti le sue sculture  esposte a  New York e Parigi,  mettono in evidenza l'universitalità della sua Medellin. L'artista ha voluto anche omaggiare, nel suo repertorio, i grandi capolavori della storia dell'arte, tipo la
Monna Lisa, con le sue forme volumetriche ingrandite. In tutto questo non bisogna dimenticare l'effetto che ebbero su di lui le racapriccianti immagini delle torture subite dai soldati iracheni nella prigione lager di Abu Ghraid, da parte dei militari americani. Dopo che nel 2004 le scioccanti immagini fecero il giro del mondo, l'anno successivo Botero decise di denunciare l'orrore  in una raccolta di 50 dipinti. Per volere dello stesso Botero questi dipinti e disegni non furono mai venduti e decide di donarli ad alcuni musei e atenei. La sue volle essere una denuncia, non un personale impegno politico. Nei suoi dipinti gli aguzzini non compaiono mai , se non una mano che tiene il guinzaglio dei cani  che mordono o graffiano i prigionieri. Come per tutti i suoi soggetti, anche qui i personaggi vengono rappresentati voluminosi, ma anche bendati e sanguinanti. Lavorò per 14 mesi a queste 50 opere e alla fine si dichiarò in pace con se stesso, dato che per lui era diventata un'ossessione. Per l'artista nessuno  poteva dire di saper dipingere, perchè la pittura ti porta a scoprire nuove tecniche e per questo ad esercitarsi sempre di più.  Botero è morto come avrebbe sempre desiderato e come accadde per il suo maestro Picasso, cioè con il pennello in mano.

venerdì 29 novembre 2024

Apartamento El Olivo - Calle Virgen del Socorro 54 - Portal 2/2E - 03002 Alicante - Spagna

Quando ho prenotato questo appartamento, non ho avuto alcun dubbio. A differenza invece di quello di Spalato, dove ho deciso dopo tre prenotazioni. Arriviamo ad Alicante e grazie alle indicazioni dell'host, Loic Bord arriviamo poco prima delle 20 al nostro indirizzo. Infatti prendiamo il pullman C6 e scendiamo alla fermata Mercato El Sabio, il Mercato Centrale di Alicante. Da li ci sono voluti circa 20 minuti di camminata. Le indicazioni per entrare nella nostra dimora sono state più che esaustive, anche grazie alle foto che ha mandato su booking Loic. Arriviamo al secondo piano e con estrema facilità riusciamo a venire  in possesso della chiave, in realtà erano due, per poter entrare nell'appartamento. E che appartamento, bellissimo. Troviamo tutte le luci accese. Il salone ti accoglie con calore, il divano con la poltrona sono molto comodi. Ma il nostro primo pensiero è per il bagno, sia per vedere il livello di igiene, ma, soprattutto, per le necessità che incombono. Un bagno si trova all'interno di una delle due camere da letto, il secondo è fuori, ma attiguo. Entrambi sono dotati di doccia e sono pulitissimi. Gli asciugamani sono presenti sia per la doccia, più grandi, sia medi che piccoli per il
resto. Al mattino dopo scopriremo anche la validità dei materassi, veramente comodi. Un riposo molto gradito. Nel tavolo del salone c'era anche una bottiglia di vino rosso come dono da degustare, ma non abbiamo avuto l'opportunità di assaggiarlo. La cucina era dotata di tutto quello che doveva esserci per essere al top. Microonde, macchina del caffè dolcegusto, con capsule presenti. La stoviglie, i bicchieri, i piatti, tutto pulito. E da non dimenticare una cosa molto importante, l'appartamento è dotato di un depuratore di acqua, per cui il pensiero di comprare acqua non c'è (vero Carla?). Logisticamente ci troviamo in una zona servita molto bene dai servizi pubblici, ad appena cinque
minuti troviamo sia autobus che fermata treno e metrotram. Ci sono sia supermercati che locali per mangiare e fare colazione. Postiguet è praticamente dietro l'angolo, per cui se vuoi fare una passeggiata sulla spiaggia basta camminare un paio di minuti. Tornando ai bagni , le docce erano molto grandi e senza alcun problema di poca potenza dell'acqua calda. Sia nel salone, che nella nostra camera da letto era presente una pianta di olivo, logicamente finta, per cui da qui il nome. Per ciò che concerne il check in, Loic è stato veramente gentile, abbiamo potuto lasciare i bagagli nel salone oltre l'orario. Il contatto con lui, tramite messaggistica, è stato sempre molto veloce e cordiale. Per il ritorno all'aeroporto, abbiamo preso il pullman C6, dalla fermata Marq - Castillo, che si trova a cinque minuti dall'appartamento. Costo del biglietto 4 euro e 50 centesimi e si può acquistare direttamente dall'autista. Invece il costo per tre giorni di El Olivo, è stato di 400 euro, insomma alla fine meno di 70 euro a coppia  a notte. Non so se tornerò, ma se un giorno mi troverò a passare da queste parti, El Olivo sarà la mia prima scelta. E complimenti ancora a Loic Bord.

martedì 26 novembre 2024

Tre giorni ad Alicante e dintorni - Novembre 2024

Prenotiamo a luglio 2024, per la prima volta con Wizzair. Prezzi molto interessanti, per due persone andata e ritorno da Fiumicino, con un trolley e un bagaglio da riporre sotto il sedile, abbiamo speso 180 euro. Partenza un pò in ritardo, arriviamo con circa 30 minuti di ritardo ad Alicante, verso le 18. E' già buio, per cui cerchiamo di arrivare il prima possibile al nostro appartamento, che meriterà un post a parte, in quanto il soggiorno è stato eccellente, Apartament El Olivo. Arriviamo verso le 19.30 dopo aver preso il pullman C6 dal lato partenze dell'aeroporto. Costo del biglietto 4,50 €. Scesi dal pullman, fermata Mercato El Sabio,   poi ci sono voluti circa 20 minuti di camminata, per
arrivare all'Appartamento El Olivo. Anche se la fermata migliore è la successiva, cioè Marq- Castillo, a soli 10 minuti a piedi ed in discesa. Comunque arriviamo anche affamati e la fortuna vuole che vicino all'appartamento ci sia un bel ristorante argentino, La Estancia-Carne a la brasa. Personale veramente gentile. Abbiamo preso le costine di maiale con salsa barbeque e un pezzo di manzo cotto a bassa temperatura. Le costine hanno vinto, molto più saporite. Il tutto accompagnato da un rosso di Alicante, Murviedro Sercis Cepas Viejas Monasterll 2019. Buoni i dolci e il prezzo ci stava tutto, poco più di 35 € a testa. Ci voleva una bella dormita per riprendersi dalla giornata appena trascorsa e così è stato. Letto veramente comodo. La colazione decidiamo di farla in un localino proprio sotto di noi, Dulce Raval - Pan y cafè. C'è dolce e salato, ma alla fine prendiamo solo cose dolci. Io opto per il caffè il resto del gruppo va di cappuccino. Da questo momento in poi inizia la nostra conoscenza con Alicante. Iniziamo subito con il suo lungomare, cioè El Postiguet, che arriva fino al centro della città. Oggi la giornata è un pò nuvolosa, però si vedono tante
persone passeggiare e partecipare a lezioni di yoga e partite di beach volley.  La prima tappa è l'ufficio turistico, da li ci danno informazioni su cosa vedere intorno ad Alicante, alla fine opteremo per Elche. Dopo un pò di cammino arriviamo al negozio simbolo, per noi, della Spagna, cioè Ale Hop. Carla ci passerebbe delle ore li dentro, ma devo dire che anche Francesca è rimasta piacevolmente colpita. La rambla ci accoglie con i suoi rumori, ma poi dirottiamo la nostra camminata verso Carrer de Sant Francesc. Qui ci sono delle statue che rappresentano funghi e funghi con insetti. Poi ci dirigiamo verso il Mercado Central, ove avevamo in mente di mangiare qualcosa per pranzo, ma posti per mangiare ce ne erano pochi e tutti molto affollati. Cosi riprendiamo la nostra camminata, non senza aver fotografato il monumento in ricordo del bombardamento avvenuto il 25 maggio 1938 da parte dell'aviazione italiana. E' composto da nove quadrati, come i nove aerei che sorvolarono la città,  novanta linee come il numero delle bombe che caddero sul mercato e trecentotredici
punti come il numero delle vittime.  Il pranzo incombe, così ci fermiamo presso Casa Mary, dove mangiamo una buona paella con una caraffa di sangria. Diciotto euro a testa e il pranzo è servito. Ritorno a casa per un breve riposicchio e poi di buona lena verso il Castello di Santa Barbara. Arriviamo in cima a piedi, ma poi scenderemo con l'ascensore. La veduta dal monte Benacantil è eccellente. Dopotutto  166 metri non sono pochi. Inizia il tramonto e a breve sarà buio. Ci dirigiamo verso il lato del casinò, li vicino il porto ci permette di passeggiare senza avere il problema del rumore delle auto che sfrecciano veloci. Per la cena ci siamo cautelati prenotando alla Taberna Iberica, è sabato ed è meglio non correre rischi. La scelta è stata ottima, tanto che ci ritorneremo  anche la sera successiva. Iniziamo con il pane caldo con il pomodoro, poi ci portano un antipasto offerto da loro a base di pesce. Da bere un rosso Ramon Bilbao crianza Rioja, molto buono. Proseguiamo con un piatti di Jamon y Queso, cioè prosciutto e formaggi locali e delle tapas di friggitelli, ma molto piccoli. E poi costillas de cordero, cioè
cotoletta alla scottadito e il morteruelo, uno stufato di carne che viene poi ridotto in una crema. Qui poi gli ingredienti variano a seconda della zona. Non prendiamo il dolce in quanto nel pomeriggio abbiamo acquistato il torrone di Alicante e una bottiglia di rhum. Il giorno successivo scendiamo per la colazione al forno sotto l'appartamento, ma con nostro disappunto era chiuso, nonostante il cartello degli orari lo desse aperto. Allora iniziamo a camminare nella speranza di trovare qualcosa aperto, dato che è domenica. Pochi metri e troviamo El Mirador, che si trova su un piano terrazzato con vista sul mare. Colazione ottima e pronti per i nostri chilometri giornalieri, ieri sono stai circa 19. Prendiamo l'autobus n.22 e ci dirigiamo verso la stazione centrale di Alicante.
Da li prendiamo il treno e in trenta minuti siamo ad Elche, precisamente fermata Elx-Parc. Iniziamo la passeggiata visitando la cittadina. E' un piccolo centro con cose veramente interessanti. Oltre alla Basilica di Santa Maria, troviamo il  Palazzo di Altamira e la Torre de la Calaforra. E per il momento aspettiamo di visitare il giardino  Huerta del Cura, dove si trova il palmeto imperiale, prima un piccolo  spuntino è d'obbligo. E qui ci fermiamo proprio nelle vicinanza del giardino, presso il Restaurante La Taronja. I camerieri sono molto giovani e preparati. Insalatone molto interessanti e tanta cordialità. alla fine 18 euro a testa ce la siamo cavata. Riusciamo ad entrare per la visita al giardino una mezz'ora prima dell'ultimo orario di entrata. Tanto verde, come un pò in tutta la località. palme molto alte e secolari. Ci sono molti zampilli di aacqua, con i germani reali che la fanno da padrone. Ed a un certo punto arriva lui, con tutta la sua maestosità, cioè La palmera imperial. Deve il suo nome alla Principessa Sissi, imperatrice d'Austria, la quale si innamorò del giardino e a lei il Cappellano Castano dedicò proprio quella palmera. Al suo interno  si  trovano circa 500 palme. E con nostro stupore arrivano anche i pavoni.
Erano quattro, di cui due totalmente bianchi. Senza dimenticare la presenza della Dama di Elche, il cui busto originale si trova nel Museo Nazionale Archeologico di Madrid. Usciamo e continuiamo a camminare tra palme e tanto verde. Passeggiamo lungo le sponde del fiume Vinalopo, fortunatamente al fresco, in quanto anche se siamo a novembre, la temperatura è elevata. Pian piano torniamo alla stazione di Elx-Parc, ma il primo treno disponibile per Alicante passa tra più di un'ora, cosi optiamo per il pullman che parte poco distante da li, dalla stazione dei bus. Torniamo all'appartamento verso le ore 18. Decidiamo di riposarci e andare poi direttamente alla Taberna Iberica, che si trova a dieci minuti a piedi da dove siamo noi. Stasera andiamo di paella o arroz de marisco. Il tutto accompagnato da una bottiglia di Monopole Verdejo, tranne che per Carla che ha optato per una coppa di sangria. Cena eccellente come la sera precedente. Domani si torna a Roma, ma prima c'è ancora qualcosa da fare, bisogna godersi il sole e il mare della Spagna per qualche ora. Mattina successiva splendida colazione sempre
a El Mirador, anzi saremo li anche per un pranzetto veloce. Si sta talmente bene al sole e al fresco del mare. Però la sera prima Franchino aveva notato che una parte del Barrio Santa Cruz  l'avevamo saltata, cosi copriamo al volo questa mancanza. Fortunatamente alla tazza della città di Alicante di Starbucks, per la nostra collezione,  avevo pensato il giorno precedente, così siamo liberi di fare una passeggiata lungomare. La spiaggia è piena di gente che prende il sole, chi ne approfitta per leggere un libro, chi disputa una partita di pallone, insomma c'è tanta vitalità. Dopo aver sorseggiato sulla spiaggia  il peggior caffè di questi giorni ad Alicante, prendiamo i bagagli e sempre con il C6 di dirigiamo verso il piano partenze dell'aeroporto. Il volo partirà in orario, tranquillo come all'andata. E' stato un bel modo di staccare la spina qualche giorno e, al di là del luogo, la differenze la fa la compagnia e con i Franchetti è sempre al top.

martedì 19 novembre 2024

Mostar - Bosnia-Erzegovina - Ottobre 2024

Quando ho proposto  agli altri Spalato, la risposta è stata subito positiva. Poi con soli 45 minuti di volo da Fiumicino, Franco ha toccato il cielo con un dito. Ho iniziato a vedere il tempo che occorreva per visitare Spalato e quanto ne avevamo noi a disposizione. In realtà avevamo tre giorni pieni, dato che che siamo arrivati la mattina abbastanza presto e la partenza dl terzo giorno era di sera. Per cui il giorno intermedio lo potevamo dedicare a qualcosa nelle vicinanze o comunque a ad un luogo che avrebbe acceso in noi la scintilla dell'attenzione e, successivamente in loco, dell'emozione. La scelta è caduta su Mostar, con una guerra terminata appena 30 anni prima. Alfredo ci raccomanda di staccare internet dai cellulari, in quanto in Bosnia si applicano dei costi molto elevati per la connessione  a internet. La presenza di muri è qualcosa di fastidioso, come rivedere dopo tanti anni la dogana, in uscita dalla Croazia e per entrare in Bosnia. E' qualcosa di obsoleto, che non ha nulla a che vedere con la pace tra i popoli. Il paesaggio tra il passaggio ai controlli e la città di Mostar è praticamente un viaggio senza incontrare quasi nulla. Qualche macchina ma zero piccoli centri abitati.
Avvicinandoci al centro per trovare un parcheggio, vediamo i buchi dei colpi delle mitragliatrici ben visibili tra le mura delle case. Alcune di loro ancora non sono abitabili. Per il parcheggio ce la caviamo con 10  euro. Mostar è una città segnata dalla divisione, è una guerra tra coloro che una volta erano amici e poi si sono trovati su sponde opposte. Il Ponte di Mostar, è il simbolo di tutto questo. Il 9 novembre del 1993 i croati, ex amici del bosniaci mussulmani e uniti contro la Serbia, bombardano e distruggono il ponte vecchio, Stari Most. Non ha una grande importanza dal punto di vista militare, ma lo ha dal punto di vista psicologico nella popolazione bosniaca. Il ponte è
divisione tra mussulmani e croati ed è l'emblema di tutto questo. Dopo aver parcheggiato, ci dirigiamo verso il mercato che si sviluppa lungo il fiume e nelle immediatezze del ponte. Le vie del mercato sono affollate, c'è un pò di tutto, ma la cosa che va per la maggiore è il  cachemire. Alla fine Roberto ed io acquistiamo degli scialli di cachemire. Camminando arriviamo davanti alla Moschea Koski Mehmed Pasa. Vediamo la fontana delle abluzioni e decidiamo anche di entrare. Gli interni sono semplici ma di gran impatto. Nel mentre Alfredo ed io decidiamo di salire sulla cima del  minareto tramite la strettissima scala a chiocciola. Il panorama è stupendo. E saliamo proprio nel
momento in cui il muezzin lancia la chiamata alla preghiera. Ci troviamo sotto gli altoparlanti e tutta la città può ascoltare. Con molta fatica arriva anche Roberto ad affacciarsi in cima , mentre Franco non ci ha proprio pensato a salire. E' quasi ora di pranzo, la cucina bosniaca ci aspetta. Ci troviamo nella  parte sinistra del fiume Neretva, vediamo nella sponda opposta, una serie di locali e uno in particolare ci colpisce. Ecco proprio li siamo andati, al Restoran Babilon. Abbiamo assaggiato dei piatti molto semplici a base di pesce, ma saporiti. E accompagnati da birre locali. E mentre eravamo li  abbiamo visto in diretta il salto dal ponte nell'acqua del fiume, da parte di alcuni ragazzi. Ovviamente fanno tutto ciò, anche un pò troppo romanzato, dietro compenso. Il ponte è oggi Patrimonio Mondiale dell'Unesco ed è stato ricostruito nel 2004. Finisce con una breve passeggiata la nostra visita a Mostar. Ho visto visi e volti provati da una guerra ancora troppo vicina. Non sono riuscito a percepire quel senso di pace che, nelle intenzioni di chi a ricostruito il ponte, era forse la cosa più importante. Per finire la giornata, prima di rientrare al nostro appartamento a  Spalato, ci fermiamo a Medjugorje. Forse meriterebbe un post a parte, chissà....

Museo Cappella San Severo - Via Francesco de Sanctis 19/21 - 80134 Napoli

  Senza alcun dubbio, uno dei più bei luoghi che abbia mai visitato. E fino a non molto tempo fa, non ne ero a conoscenza. Negli ultimi temp...