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venerdì 28 febbraio 2025

Museo Cappella San Severo - Via Francesco de Sanctis 19/21 - 80134 Napoli

 

Senza alcun dubbio, uno dei più bei luoghi che abbia mai visitato. E fino a non molto tempo fa, non ne ero a conoscenza. Negli ultimi tempi, per gite di piacere, è l'ennesima  volta che vengo a visitare Napoli. E finalmente, la terza, è la volta buona per visitare il Cristo Velato. Napoli ci ha accolto con la pioggia, che è durata quasi tutta la giornata. Arriviamo in Via De Sanctis 19, fortunatamente non c'è fila. Acquistiamo il nostro biglietto di ingresso e ci dirigiamo verso l'ingresso, dove prendiamo l'audio guida. Devo dire molto utile, la quale ha spiegato molto bene tutto ciò che si trova all'interno del Museo, con particolare cura nei confronti del CristoVelato. Ma andiamo con
ordine. Questo gioiello dell'arte barocca, coniuga bellezza e mistero, creando un'atmosfera unica. Fu fondato alla fine del Cinquecento da Giovan Francesco di Sangro, ma soltanto fra il 1740 e il 1770 vide la luce l'affascinante progetto , grazie a Raimondo di Sangro, settimo principe di San Severo.  Il principe volle realizzare un mausoleo nobiliare, in cui risultasse evidente la sua personalità di mecenate, letterato, editore e Gran Maestro della Massonerai del regno di Napoli. Nel 1749 vide la luce la prima opera voluta dal principe, cioè la Gloria del Paradiso, la quale si trova sulla volta. I colori di questa decorazione
furono inventati proprio dallo  stesso Raimondo di Sangro.  Tra le altre opere in visione, troviamo la Pudicizia e il Disinganno, , la prima ad opera di Antonio Corradini, la seconda di Francesco Queirolo.  Le Macchine Anatomiche di Giuseppe Salerno, donano alla Cappella Sansevero quella dose di enigma, che rendono la struttura uno dei più monumenti che l'ingegno umano abbia mai concepito. Considerazioni a parte merita l'opera di richiamo per la maggior parte dei turisti, cioè il Cristo Velato. E' un'opera talmente bella, che il Canova scrisse, che pur di appropriarsi del Cristo, avrebbe rinunciato volentieri a dieci anni della sua vita. E' grazie a Giuseppe Sanmartino che l'opera vide la luce, ma probabilmente, è grazie ai poteri esoterici del Principe Raimondo di Sangro, che il velo, pur essendo di marmo, sembra quasi vero, soffice e delicato. Infatti un liquido di sua invenzione aveva la capacità di solidificare tessuti e anche organi del corpo.
Il museo è visitabile tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 09 alle 19.

lunedì 24 febbraio 2025

Ristorante Roma - Via Maggiore Domenico D'Angelo - 02012 - San Cipriano - Rieti

Giornata dedicata alla visita di Amatrice o di quello che si inizia a intravedere nella ricostruzione post terremoto. Logicamente siamo in questa zona e non possiamo rinunciare al piatto principe, cioè l'Amatriciana. Ma per farlo bisogna recarsi in uno dei luoghi di "culto", cioè il Ristorante Roma. Chi non ricorda la sua ubicazione e il sapore spettacolare di quella pasta? Rigorosamente si tratta di spaghetti e non di bucatini, forse una forzatura tutta romana. Arriviamo nella zona food, qui si possono trovare tutti i ristoranti più importanti di Amatrice, prima del terremoto. E' una zona leggermente fuori da dove si trovava il centro della cittadina, ma ben attrezzata e molto interessante. Alle sue spalle si possono vedere
le cime dei monti innevati. Il nostro tavolo è pronto. Tutta la sala è belle illuminata, il sole scalda per bene l'ambiente. Si avvicina a noi il titolare, nonché chef. Ci chiede a cosa siamo interessati e ci indica immediatamente il duo dei primi della casa, in pratica la specialità del luogo. Assaggio, si fa per dire, di spaghetti all'amatriciana e spaghetti alla gricia. Spaziali a essere tirati con i complimenti. Secondo me la gricia meglio dell'amatriciana. E alla fine ci scappa pure la scarpetta. Per degustare al meglio abbiamo preso  un Montepulciano d'Abruzzo della cantina Lepore. Era da tempo che non mangiavo una gricia del genere e mi sarei anche fermato , ma ci sono personaggi che non si fermano davanti a nulla, per cui è arrivata una bella grigliata e come contorno patate al forno e broccoletti. Abbacchio della grigliata veramente notevole. Qualcuno è passato sempre per il dolce, ma caffè e ammazzacaffè, sono stati i più gettonati in assoluto. Tutto compreso 25 euro a testa con pane e coperto. Bella giornata da ripetere per non dimenticare Amatrice

lunedì 3 febbraio 2025

Quindi, ci posti? Via Teodolfo Mertel 50 - 00167 Roma

E' un bel venerdì romano. Da tanto tempo tenevo a tiro questo locale, le recensioni tutte eccellenti. E poi è soprattutto enoteca e questo non fa che attrarre ancora di più la mia attenzione. Da casa sono poco più di 20 minuti a piedi. E la cosa è molto positiva, così si può degustare vino con più tranquillità. Jacopo arriva davanti al locale direttamente dalla palestra e ci anticipa di qualche minuto. Ho prenotato per le 20.30. Entro e subito si respira una bella aria e il tutto verrà confermato a fine serata. L'arredamento è enogastronomico, la musica in sottofondo piacevole. Ma, soprattutto, sono molto simpatici e competenti i due titolari. Ci accomodiamo al nostro tavolo e dopo un pò chiediamo quali sono le prelibatezze del locale. Prima di tutto ci viene consegnata la lista dei vini.
Qualcosa di superlativo ci aspetta, ma torniamo a noi. Il menù è dietro le mie spalle, cioè scritto alla lavagna. Le pietanze sono basate tutte sui salumi, formaggi e piccole chicche gastronomiche che accompagnano. Sono tutti prodotti di qualità superiore, il Provolone del Monaco , quello usato per la pasta alla Nerano, è uno di questi. la nostra scelta sarà su un antipasto misto  per due e due porzioni di crostoni, che alla fine diventeranno tre. Da bere, dopo breve scambio di opinioni con Jacopo, dato che Carla ha scelto una birra artigianale ambrata,  abbiamo deciso di scegliere un Morellino di Scansano, della cantina Roccapesta del 2022. Il locale è una piccola bomboniera, appunto quindici posti circa. Ma ci si sta troppo bene, soprattutto quando arrivano le pietanze. L'antipasto  misto per due, che va bene anche per tre, è una piccola opera d'arte. Tutti prodotti che hanno una loro storia, una storia di alta qualità. Un bel prosciutto di Parma stagionato 36 mesi, un salame spagnolo di qualità, il provolone del Monaco, una pancetta al tartufo oltre ad altri prodotti. E insieme vengono adagiate due confetture. Con il vino che abbiamo ordinato, il sapore viene esaltato ancora di più.
I due crostoni arrivano poco dopo, due belle porzioni uno era con prosciutto cotto, carciofini atigiasnali e senape al miele  e l'altro ben farcito con mortadella e burrata di bufala A questo punto noi due eravamo sazi, ma Jacopo dopo la palestra era ancora affamato, per cui ha scelto il crostone che è il punto di forza del locale, quello più richiesto e che non può mai mancare, cioè con tonno, aglio nero e pomodori secchi. Forte della nostra nota idiosincrasia nei confronti dell'aglio, il crostone se lo è mangiato solo lui, senza alcun assaggio esterno. I titolari, Alessandra e Alessandro, sono simpaticissimi. Prima di iniziare questa avventura , avevano una enoteca a Monteverde, proprio sulla via dove abitano i Franchetti. Il mondo è piccolo e Roma ancora di più. Rimane un piccolo spazio per il dolce, optiamo per un tortino  caldo al cioccolato. E ora inizia la musica seria, tipo il concerto a Vienna di Capodanno. Jacopo chiede un distillato e qui si apre il mondo. Alessandro gli parla del Gin e lui va in brodo di giuggiole. Ce ne sono moltissimi, tutti molto apprezzati da chi ne capisce, cosi un gin tonic è la logica conseguenza. Carla va su un rhum ed io su un amaro prodotto in Calabria, l'amaro Eroico. Ma siamo solo all'inizio, perché arrivano una serie di assaggini tra cui un nocino artigianale, whisky giapponese e altro ancora. Tra un bicchierino e un altro, ho avuto l'opportunità di visitare la cantina, spettacolo allo stato puro. E tanta ma tanta qualità, con bottiglie  anche anche per i più esigenti. Qui ci troviamo nel tempio della cultura enologica, ogni etichetta  nasconde un territorio e ogni sorso è un viaggio alla scoperta di tradizioni e sapori unici. E' possibile bere al calice anche un  Sassicaia, cosa non usuale.  Ci vedremo molto presto.

martedì 19 novembre 2024

Mostar - Bosnia-Erzegovina - Ottobre 2024

Quando ho proposto  agli altri Spalato, la risposta è stata subito positiva. Poi con soli 45 minuti di volo da Fiumicino, Franco ha toccato il cielo con un dito. Ho iniziato a vedere il tempo che occorreva per visitare Spalato e quanto ne avevamo noi a disposizione. In realtà avevamo tre giorni pieni, dato che che siamo arrivati la mattina abbastanza presto e la partenza dl terzo giorno era di sera. Per cui il giorno intermedio lo potevamo dedicare a qualcosa nelle vicinanze o comunque a ad un luogo che avrebbe acceso in noi la scintilla dell'attenzione e, successivamente in loco, dell'emozione. La scelta è caduta su Mostar, con una guerra terminata appena 30 anni prima. Alfredo ci raccomanda di staccare internet dai cellulari, in quanto in Bosnia si applicano dei costi molto elevati per la connessione  a internet. La presenza di muri è qualcosa di fastidioso, come rivedere dopo tanti anni la dogana, in uscita dalla Croazia e per entrare in Bosnia. E' qualcosa di obsoleto, che non ha nulla a che vedere con la pace tra i popoli. Il paesaggio tra il passaggio ai controlli e la città di Mostar è praticamente un viaggio senza incontrare quasi nulla. Qualche macchina ma zero piccoli centri abitati.
Avvicinandoci al centro per trovare un parcheggio, vediamo i buchi dei colpi delle mitragliatrici ben visibili tra le mura delle case. Alcune di loro ancora non sono abitabili. Per il parcheggio ce la caviamo con 10  euro. Mostar è una città segnata dalla divisione, è una guerra tra coloro che una volta erano amici e poi si sono trovati su sponde opposte. Il Ponte di Mostar, è il simbolo di tutto questo. Il 9 novembre del 1993 i croati, ex amici del bosniaci mussulmani e uniti contro la Serbia, bombardano e distruggono il ponte vecchio, Stari Most. Non ha una grande importanza dal punto di vista militare, ma lo ha dal punto di vista psicologico nella popolazione bosniaca. Il ponte è
divisione tra mussulmani e croati ed è l'emblema di tutto questo. Dopo aver parcheggiato, ci dirigiamo verso il mercato che si sviluppa lungo il fiume e nelle immediatezze del ponte. Le vie del mercato sono affollate, c'è un pò di tutto, ma la cosa che va per la maggiore è il  cachemire. Alla fine Roberto ed io acquistiamo degli scialli di cachemire. Camminando arriviamo davanti alla Moschea Koski Mehmed Pasa. Vediamo la fontana delle abluzioni e decidiamo anche di entrare. Gli interni sono semplici ma di gran impatto. Nel mentre Alfredo ed io decidiamo di salire sulla cima del  minareto tramite la strettissima scala a chiocciola. Il panorama è stupendo. E saliamo proprio nel
momento in cui il muezzin lancia la chiamata alla preghiera. Ci troviamo sotto gli altoparlanti e tutta la città può ascoltare. Con molta fatica arriva anche Roberto ad affacciarsi in cima , mentre Franco non ci ha proprio pensato a salire. E' quasi ora di pranzo, la cucina bosniaca ci aspetta. Ci troviamo nella  parte sinistra del fiume Neretva, vediamo nella sponda opposta, una serie di locali e uno in particolare ci colpisce. Ecco proprio li siamo andati, al Restoran Babilon. Abbiamo assaggiato dei piatti molto semplici a base di pesce, ma saporiti. E accompagnati da birre locali. E mentre eravamo li  abbiamo visto in diretta il salto dal ponte nell'acqua del fiume, da parte di alcuni ragazzi. Ovviamente fanno tutto ciò, anche un pò troppo romanzato, dietro compenso. Il ponte è oggi Patrimonio Mondiale dell'Unesco ed è stato ricostruito nel 2004. Finisce con una breve passeggiata la nostra visita a Mostar. Ho visto visi e volti provati da una guerra ancora troppo vicina. Non sono riuscito a percepire quel senso di pace che, nelle intenzioni di chi a ricostruito il ponte, era forse la cosa più importante. Per finire la giornata, prima di rientrare al nostro appartamento a  Spalato, ci fermiamo a Medjugorje. Forse meriterebbe un post a parte, chissà....

lunedì 4 novembre 2024

La Francia 2024 - Tolosa

Arriviamo al nostro albergo a Tolosa, si tratta del The Social Hub,  in pratica è  una residenza, con anche stanze di albergo, per ragazzi stranieri che vengono a studiare all'università di Tolosa. Una sorta di Erasmus. Per cui tanta gioventù e un ambiente molto allegro. Stanze piccole ma comode. La Garonna, il fiume di Tolosa, è qualcosa di imprescindibile per chi decide di visitare la città. Il lungofiume è pieno di locali e di persone che stazionano a bere e suonare. Abbiamo anche assistito ad un paio di personaggi che si sono tuffati, ma

non sono assolutamente da emulare. La visita della città è piacevole, anche se parecchie visite le abbiamo dovute rimandare ai giorni successivi, in quanto alle 18.30 chiudono le maggiori attrazioni. Per la cena , dopo un pò di titubanza per alcuni locali, dovuta anche alla stanchezza, decidiamo di mangiare da Chez Jazz, cucina popolare. Il titolare, ha impiegato circa 15 minuti per spiegarci tutti i piatti del menù. Pietanze molto semplici e con prezzi popolari. Unica nota stonata il prezzo del vino della casa, cioè 19 euro per un litro. Domani riconsegna della auto che abbiamo noleggiato, con visita in due piccole località nei dintorni. Precisamente Carbonne e Rieux-Volvestre. La seconda più interessante della prima e proprio qui ci siamo fermati
per pranzo. E' abitato da circa 2500 anime e si trova nella parte dell'alta Garonna. La Cattedrale della Natività di Maria, dall'alto delle sue torri di avvistamento, svetta su tutta la cittadina. Entriamo nell'Ufficio del Turismo del luogo e ci danno anche indicazione dove mangiare. Presso il vecchio mercato coperto, attiguo c'è un piccolo ristorante che prepara piatti con prodotti del luogo. La titolare del locale Epicerie d'Art Gemma Colors, abbastanza avanti con l'età, con dovizia di particolari, ci spiega i piatti del menù, anche se, parlando a voce bassa e solo in lingua natia, la comprensione è stata abbastanza complicata. Anche qui le foto ai cartelli con il nome delle località da visitare, sono state le nostra croce. Pomeriggio rientro a Tolosa e riconsegna dell'auto presso la stazione Centrale. Dopo un paio di infrazioni da parte dell'autista, cioè Franchino, riusciamo nell'impresa. Ad oggi ancora nessuna multa al riguardo è arrivata, meno male. Cena in un piccolo locale vicino al centro, La Gouaille. Piatti della tradizione e cassoulet veramente buona, forse la migliore in assoluto. Il tutto accompagnato da Domaine de Cabrol, rosso molto interessante. Domani intera giornata dedicata a Tolosa. Colazione sempre presso L'Atelier du Pain, buoni
croissant e discreto caffè e cappuccino. Ci addentriamo nei vicoli di Tolosa e nelle sue chiese. La Cattedrale di Santo Stefano , fra queste, è sicuramente la più importante. A piccoli pasi ci avviciniamo al Marchè Vicotor Hugò, il più importante mercato della città. Pensavamo di mangiare un boccone all'interno, nei locali posti al piano superiore, ma non ci hanno colpito. Così dirottiamo le nostre membra, in un locale li vicino, cioè L'Aloulette. Pranzo a prezzo fisso e piatti buoni. Molto gentile anche il personale. Dopo un breve ritorno in albergo e un

piccolo riposicchio, ci spostiamo verso il Capitole, cioè il Campidoglio, sede del Municipio e dell'omonimo teatro. Al suo interno, visitabile dalle 8.030 alle 18, troviamo molti affreschi di grandi dimensioni, soprattutto nella Sala Gervais e nella Sala Henri-Martin. Molto interessante anche la sala sede del consiglio comunale. La piazza antistante è piena di locali ed è vissuta dai cittadini con grande partecipazione. Continuiamo  la nostra camminata per la città, ma ad un certo punto la voglia di spritz prende corpo, cosi ci fermiamo in un localino un pò appartato, sempre in zona lungofiume, Little Big. Ma di spritz non c'è sentore, cosi con Franchino optiamo per un moscow mule. Troppo forte il sapore dello zenzero. Ma l'atmosfera era talmente bella e rilassante che me lo
sono goduto nonostante lo zenzero.  L'ultima sera non potevamo chiuderla se non presso la Maison du Cassoulet. Me ne sarei potuta mangiare fino allo sfinimento, ma ci tornerò per mangiarla nuovamente. I migliori dolci della vacanza li abbiamo mangiati questa sera. Salutiamo Tolosa nella sua oscurità, sicuramente la più bella delle tre città visitate. Domani sveglia e colazione al solito posto e con tutta calma, con il taxi prenotato dai ragazzi dell'albergo (costo 40 euro), ci dirigeremo verso l'aeroporto. La partenza avverrà in ritardo, in quanto l'aereo partito da Roma, a causa di incendi, non potrà partire in orario. Proprio a causa del fumo , l'aeroporto di Fiumicno, avrà soltanto una pista utilizzabile. Abbiamo sorvolato Roma per parecchio tempo, prima di atterrare. Jacopo e Davide, i nostri autisti, ci aspettano all'uscita. La vacanza è terminata, ma come ogni volta, ti rimane sempre qualcosa di bello dentro e, soprattutto, la voglia di conoscere nuovi posti e nuovi sapori. E poi, la compagnia giusta, è la base di tutto questo.

giovedì 12 settembre 2024

La Francia 2024 - Marsiglia e dintorni

E tutto ha inizio a Febbraio 2024, quando con mezz'ora, cronometrata, Francesca ed il sottoscritto, hanno prenotato voli e alberghi, per la vacanza  estiva del 2024. Il 17 Agosto alle ore 5.45 siamo a Fiumicino, con la novità dell'imbarco bagagli fatto direttamente da chi parte. Piccola colazione, Franchino che cerca un profumo nel duty free e Carla che compra cioccolatini pagandoli a peso d'oro. Imbarco molto tranquillo, in quanto nei biglietti prenotati c'era imbarco bagaglio di 20 kg cadauno e posto prenotato. Volo molto tranquillo verso Marsiglia, io e Carla abbiamo visto sul cellulare una puntata di una serie scaricata da Netflix  e arrivo in orario. Prendiamo i bagagli e ci
dirigiamo verso il Terminal  per il ritiro della macchina a noleggio. Fortunatamente arriviamo poco prima di un numeroso gruppo di vacanzieri. Aspettiamo una trentina di minuti e alla fine ci viene consegnata una Renault Australe. Macchina spaziosa ma con bagagliaio non molto capiente. Vabbè alla fine facciamo entrare tuti i bagagli. Con molta calma ci immergiamo nel caotico traffico di Marsiglia. Avevo letto ciò  ma viverlo è differente, nonostante l'abitudine a Roma. Arriviamo al nostro appartamento, che ha un parcheggio privato e coperto, molto complicato da usufruire, infatti dal giorno dopo, abbiamo parcheggiato sempre in strada. Appartamento spazioso, luminoso e con due
bagni. No aspetta. Due bagni con lavandino e doccia. Il water, come in molte abitazioni francesi, si trova in un minuscolo loculo, senza finestra. Potete immaginare la difficoltà per quasi tutti nell'espletare le proprie funzioni fisiologiche, poi c'è chi si chiude più e chi meno. Si avvicina l'ora di pranzo, c'è qualche difficoltà a trovare un locale aperto, dato che non siamo proprio in centro ed è un sabato di agosto. Alla fine troviamo aperto la Brasserie Le Terminus, piccolo avamposto di tifosi del Marsiglia. Dentro ci sono foto e gagliardetti vari. Si mangia e si spende il giusto. Piccolo riposino per riprendersi dalla sveglia e poi si va alla scoperta di Marsiglia. Arriviamo alla fermata della metropolitana e dopo aver fatto un pò di casino con i biglietti, entriamo in metro, che non contempla l'aria condizionata e prendiamo direzione Porto Vecchio. Dire che la situazione è caotica è dire poco.
Ci dirigiamo versoL'Ombriere de Norman Foster. E qui sotto, oltre ad una piccola manifestazione pro Palestina, assistiamo quasi ad una rissa tra ragazze che cercavano di accaparrarsi una giovane donna che voleva fare le treccine. Tante urla ma alla fine predominano solo quelle. Iniziamo la nostra escursione di Marsiglia dal suo centro storico, dai suoi negozietti di sapone e di lavanda. Dalle sue scalinate e dal caldo che non ci lascia. Poi scopri dei piccoli angoli, in cui trovi un paio di locali e tanta gente che sorseggia bibite e aperitivi, anche analcolici, come quello che abbiamo preso noi, per la voglia di dissetarci. Franco che ogni tanto te lo perdi, perchè fotografa anche quello che non si vede. Per cena, dato che è la prima sera, abbiamo prenotato in zona docks . Ma prima di arrivare qui, ci fermiamo alla Cattedrale di Marsiglia, neobizantina dell'Ottocento con all'interno opulenti affreschi, mosaici e marmi. Ma l'esterno risulta molto più interessante e ottimo per le fotografie. Ne ho fatta una a Carla molto bella ed è finita sul suo profilo  di whatsapp. Arriviamo al centro commerciale Le Docks Village. La sua riqualificazione è molto interessante, al suo interno ci sono installazioni originali e raffinate. I negozi all'interno, oltre ad una palestra, rendono questo spazio unico nel suo genere nella città. Il nostro ristorante si trova li e si chiama Le comptoir des docks. Cena praticamente al buoi e con le zanzare che cercavano di banchettare con i nostri corpi. Al buio, perchè eravamo all'esterno e la luce era quella della illuminazione pubblica, ma quella sera  non era funzionante. Conto molto interessante grazie a The Fork, qui in Francia va alla grande. Alla fine abbiamo speso 15 euro a testa compreso vino in bottiglia. Cena normale, nei sapori nulla di eclatante. Con calma torniamo verso la nostra abitazione  dopo aver  percorso circa 16 chilometri. 
Mattina di domenica 18 agosto, dopo aver penato un pò per trovare dove fare colazione, facciamo uscire , con non poca fatica, la macchina dal parcheggio e ci dirigiamo verso la
Basilica di Notre Dame de la Garde. Lo spettacolo, arrivati in cima, è veramente interessante. L'isola d'If, dove si trovava la prigione del Conte di Montecristo,  è davanti a noi. Il vento si sente in tutta la sua forza, cosi decidiamo di scendere e dirigersi verso Aix-en-Provence. In circa 60 minuti arriviamo in questa deliziosa cittadina. Optiamo per un parcheggio coperto e custodito. La passeggiata tra queste strade è molto bella. Carla effettua  un acquisto veramente interessante, una stampa che evidenzia il fatto che, sul water sono ammessi tutti culi, compresi quelli di cani e  gatti.  I piccoli vicoli incantano gli occhi. E' domenica, c'è un bel mercato con prodotti locali in un viale pedonale. E' quasi ora di pranzo, ci sono parecchi locali, ma quasi tutti turistici, nessuno cattura la nostra attenzione. Alla fine scegliamo Chez Laurette, forse uno dei posti meno attraenti di tutta la vacanza.  La giornata è calda e cosi alla fine
decidiamo di andare a visitare il Museo Granet, il quale al suo interno ha un giardino molto fresco  e un ottimo caffè espresso delle macchinette. Come appendice alla struttura principale, c'è l'Antica Cappella dei Penitenti Bianchi, ove sono esposte opere di Monet, Picasso, Van Gogh, Dufy e De Stael. Luogo fantastico con delle opere bellissime. Qui Franco ha opposto una sterile resistenza alla ragazza che lo ha obbligato a mettere lo zaino davanti al corpo e non sulle spalle come d'abitudine. Rientro a Marsiglia con un pò di traffico, dopotutto è domenica e i francesi tornano a casa. Per la cena ci organizziamo un mega apericena, molto sostanzioso.  E dato che avevamo voglia di pizza, prendiamo due margherita da Au Vieux Pizzaiolo, che si trova a pochi metri dal nostro appartamento. Oggi abbiamo camminato per circa 13 chilometri 

Lunedi 19 agosto, il mattino è sempre dedicato alla ricerca di un luogo per la colazione. Grazie ad un gentile signore, che ci aveva visto in difficoltà nel trovare un locale aperto, riusciamo a trovare la Boulangerie Patisserie "Pain & Miel Artisan". Non

ci ha particolarmente soddisfatto, non solo per la presenza dei piccioni, ma anche per una qualità non eccelsa. Oggi la destinazione è Cassis, nel Parc National de Calanques. Dopo aver trovato posto nel parcheggio, iniziamo la nostra camminata verso il mare. Perchè alla fine di questo si tratta e tutta la giornata sarà incentrata su questo. Il trekking per arrivare alla spiaggia è impegnativo. Fortunatamente abbiamo scarpe che sono utili alla causa, anche se non sono propriamente adatte al percorso. Arrivati  alla Calanques de Port Pin, trovare un piccolo pezzo disponibile è stato alquanto complicato. L'acqua era veramente fredda, ma nonostante questo, i professionisti, dopo vare valutato l'impatto della salinità dell'acqua del mare , sui loro corpi, hanno deciso di tuffarsi. Francesca ed io, abbiamo ammirato cotanto ardore e coraggio e dal nostro punto di osservazione,  con ammirazione, li abbiamo guardati. Il ritorno al parcheggio, è  stato più difficoltoso dell'andata, il mare ci distrugge fisicamente. Per pranzo ci siamo fermati al punto di ristoro, che si trova all'entrata del Parc e abbiamo
preso da bere e un gelato. E che fai sei qui e non vai sulla spiaggia di Cassis? Dove per mettere un asciugamano in terra , devi saper lottare come un leone? Alla fine ne usciamo vincenti. Acqua del mare gelida e neanche invitante più di tanto. Maccarese in alcuni giorni è molto più bella. Dopo un'ora e mezza Francesca da segni di cedimento, ed io con lei. Ci fermiamo in un piccolo locale con tavoli al fresco e tra una orangina e un caffè espresso, ci riprendiamo un pochino dalla calura. La serata culinaria è dedicata ad uno dei piatti tipici di Marsiglia, cioè la Bouillabaisse, la zuppa di pesce. E il posto dove andarla a degustare è L'Inattendu, che si trova a Rue de la Paix, una delle zone che sono state rimesse a nuovo, nonostante si trovi a pochi passi dal Porto. E nonostante questo, Francesca ha paura lo stesso che le vogliano fare le treccine.  Veramente buona, anche se il prezzo , 41 euro, è elevato. E' un piatto unico e sazia abbastanza. Ci abbiamo abbinato un Cuvee St Laurent Ventoux, della casa vinicola Chateau Cedrus. Una gran bella scoperta. E non bisogna dimenticare la gentilezza della ragazza
che ci ha servito, che alla fine, nonostante fossimo arrivati con un pò di ritardo e la prenotazione fosse stata cancellata, ha applicato ugualmente lo sconto del 20% come da prenotazione  con The Fork. La nostra camminata giornaliera segna 16 chilometri. Domani si cambia luogo e si va a Montpellier.

E a priori scopriremo che quella giornata sarà piena di eventi particolari, dalla multa presa in zona Stadio Marsiglia a quella che ancora deve arrivare, ma che la società di noleggio auto ha avuto la premura di notiziarci. E poi c'è il top, ma questo sarà scoperto con il prossimo articolo


giovedì 18 luglio 2024

Il ponte tibetano di Sellano - 06030 - Sellano - Umbria - Italia

 E finalmente si riesce ad andare a Sellano. Il ponte è l'attrazione che andiamo a percorrere. Con Alfredo, appena è stato inaugurato, abbiamo deciso di andare. E dopo il volo dell'angelo a Rocca Massima, siamo qui. Partenza da Roma e in poco più di due ore, arriviamo a destinazione. La giornata è calda, le bottigliette di acqua vanno alla grande. Arriviamo un pò in anticipo rispetto al nostro orario di prenotazione. Facciamo un giro per il paese, che se non fosse per il ponte, sarebbe quasi deserto. Insomma solo complimenti per chi ha avuto questa grandiosa idea. Il movimento turistico che ha alimentato è molto importante. I biglietti li abbiamo presi online, così abbiamo risparmiato cinque euro.
La prima fase importante a cui sottoporsi, è quella dell'imbracatura , con annesso piccolo briefing per alcune attenzioni da avere durante la traversata. Soprattutto nell'uso del cellulare, che potrebbe far calare l'attenzione. Dopo questo, ci dirigiamo verso l'ingresso del ponte tibetano. Anche qui piccola spiegazione su come rimanere ancorati in sicurezza. Devo dire che le attenzioni al riguardo  non sono mai troppe. Il primo a passare è Alfredo , il quale fa da apripista. All'inizio della traversata, l'impatto è importante. Vedere dove si deve arrivare lascia un'emozione particolare. Si deve arrivare alla frazione di Montesanto, dopo ben 517,50 metri e un dislivello di 68 metri. I passi da percorrere sono 1023 e quasi 45 minuti per percorrerlo tutto, facendo anche foto e video nei punti di sicurezza che si incontrano durante la camminata. Lo spettacolo è stupendo, con il fiume Vigi che è sotto di te. Si cammina piano piano, l'attenzione deve essere sempre massima. Quando si raggiunge l'altezza massima, cioè 175 metri, la visuale intorno a te, è da togliere il fiato a 360°. A proposito, è il ponte più alto d'Europa.

Anche  a questa altezza fa caldo. Arrivati a Montesanto, ci viene tolta l'imbracatura. Dopo un rapido e sentito saluto, ci dirigiamo verso il pulmino per il ritorno, non ce la siamo sentita di tornare a Sellano a piedi. Occorrono circa dieci minuti di camminata prima di arrivare al punto di incontro con il mezzo che ci riporterà alla base. Poi ce ne vorranno altri   15 in movimento. L'esperienza è assolutamente da fare, non so se durante il fine settimana fila tutto liscio, ma ne vale comunque la pena. Sicuramente è da migliorare il servizio di trasporto per il ritorno a Sellano, gli orari non sempre vengono rispettati. E per terminare la giornata, il pranzo è stato di alto livello, dal Canevaro, in località Villamagina, a cinque minuti di auto dal ponte.

Museo Cappella San Severo - Via Francesco de Sanctis 19/21 - 80134 Napoli

  Senza alcun dubbio, uno dei più bei luoghi che abbia mai visitato. E fino a non molto tempo fa, non ne ero a conoscenza. Negli ultimi temp...