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lunedì 20 gennaio 2025

Tozzo Strit Food - Via delle Sette Chiese 72 - 00145 Roma

E' la giornata dedicata al trekking cittadino. Però bisogna avere una meta precisa di arrivo, in quanto la partenza è in zona San Pietro. Mi piace leggere di apertura di nuovi locali, di cucina romana e di sfizi e street food. Ricordo di aver letto su Puntarella Rossa  di un nuovo locale in zona Garbatella, che del maritozzo romano, per cui con impasto dolce, ma con condimento salato, ha fatto il suo punto di forza, insieme ai supplì. Sto parlando di Tozzo Strit Food. Mi ha talmente incuriosito tutto questo, che appena lo ho proposto agli altri , è stato subito accolto con successo. Anche la piccola Lulù, la cagnolina mascotte del gruppo, ha aderito volentieri. La camminata ci ha permesso di vedere scorci di roma che avevamo dimenticato. Dal Gianicola a Trastevere, passando per Testaccio , Ostiense e poi arrivare a Garbatella, precisamente inVia delle Sette Chiese 72. Alla fine i chilometri sola andata sono 6 e mezzo. E allora ce lo meritiamo un bel maritozzo. Arriviamo e il titolare ci fa accomodare. Mette una musica in sottofondo fantastica, passando dai Pink Floid  a Freddie Mercury. Ma torniano a noi e al menù che sprigiona interesse, 

buon gusto e tante belle sensazioni.  Ci prendiamo qualche minuto per scegliere. Nel frattempo ci viene suggerito un fuori menù molto interessante. La lasagna ajo, ojo e peperoncino in bianco. Alfredo non ha dubbi, la sceglie subito. Ma tra i fuori menù c'è, soprattutto per me, il maritozzo con la trippa.  Non posso lasciarmelo sfuggire, come quello con la picchiapò. E in più ci aggiungo un supplì alla carbonara. Alfredo aggiunge alla lasagna un supplì cacio e pepe, mentre Franchino opta per un maritozzo burratina e alici del cantabrico e in più un hamburger, detto l'Americano. Tutte queste prelibatezze salate, le abbiamo accompagnate con una Fireball, cioè una birra artigianale rossa con retrogusto affumicato e da una chiara alla spina. Ma tornando ai miei maritozzi, devo dire che sono rimasto sbalordito dalla loro bontà. Certo quello con la trippa è il top, è la conferma che Dio esiste. Ho assaggiato anhe la lasagna e Alfredo ha fatto più che bene a prenderla, stupenda. Ma tutto è stato ottimo e ora passiamo ai dolci, a cui Alfredo e io volevamo rimnunciare, ma si sa quando Franchino è presente... Per cui noi due ci siamo divisi il tiramitozzo, mentre lui, da solo, ha scelto il maritozzo con panna, nutella e tavoletta di kinder sopra. Una bomba calorica eccezionale.Quando abbiamo detto al titolare da dove venivamo a piedi è rimasto sbalordito. Qui si fa anche l'aperitozzo,. per cui a breve proveremo anche questo. Tra non molto  saremo di nuovo qui, magari stavolta ci avviciniamo  con la macchina o con i mezzi pubblici.

martedì 14 gennaio 2025

Taverna Mari - Via Piave 29 - 00046 Grottaferrata - (Roma)

E' il 17 Dicembre 2024, corre l'obbligo di organizzare cenetta per festeggiare l'arrivo del santo natale. Logicamente sempre i quattro di Spalato. La location la facciamo scegliere a Roberto, in quanto unico di noi che abita ai castelli romani e dato che ogni volta si sorbisce non pochi chilometri per le nostre cenette, questa volta  siamo noi cittadini che andiamo da lui. Arriviamo in perfetto orario, nonostante che alla guida ci sia Alfredo. Abbiamo sbagliato qualche strada nonostante maps e nonostante che al suo fianco ci fosse Franco come guida vocale. Ma nei giorni successivi ho avuto modo di capire che il problema era il vocale, anche io ho avuto modo di incappare in lui. Torniamo alla serata a Grottaferrata alla Taverna Mari. Parcheggiamo l'auto nel garage del locale. Entriamo e si sente subito quel caldo sapore di cose buone, quel capire che la serata sarà di quelle che difficilmente dimenticherai. Il nostro tavolo è pronto e dopo qualche secondo, arriva Fabrizio, il titolare, nonché amico di Roberto e colui che ha  officiato le sue nozze con Federica. Fabrizio è un personaggio molto alla mano e diffonde simpatia. Ci spiega alla grande il menù e elenca anche i piatti che Roberto non può mangiare causa presenza della cipolla, erba cipollina, porro, ecce ecc. Ma iniziamo dagli antipasti e fra tutti uno ha colpito i miei ricordi e il mio palato, la polpetta di bollito. E' stato qualcosa di imbarazzante per quanto era buona. E allora, partendo da questo, alcuni  giorni dopo, insieme a Carla le abbiamo preparate. Tornando alla cena abbiamo proseguito con uovo strapazzato al tartufo, burrata con alici e salumi vari. Il tutto è stato deciso di accompagnarlo con un  rosso regionale, cioè un Cesanese del Piglio De' Notari, della cantina Nobis. Una piccola pausa di riflessione e arriva un primo strepitoso, maltagliati con broccoli romani, guanciale del norcino e briciole di pane. Ne abbiamo presa mezza porzione a testa, in quanto siamo andati anche sul secondo. Anche per i secondi Alfredo e il sottoscritto hanno smezzato un singolo piatto, mentre gli altri due non hanno avuto minimamente  questa idea. Allora noi abbiamo preso la guancia al cesanese, mentre Franco è andato sulla faraona alla cacciatora e Roberto ha scelto i fagottini di vitella ripieni di formaggio e carciofi. Nel frattempo è arrivata la seconda bottiglia, non abbiamo cambiato tipo di vino. Che bella sensazione di benessere. Mangiare benissimo non è cosa facile, ma qui ci si riesce molto bene. Ma dobbiamo ancora arrivare al dolce. Anche qui Alfredo ed io smezziamo, gli altri due hanno fatto  come per i secondi. Crema catalana per Roberto, sbriciola per Franco e noi ci dividiamo la torta alle rape rosse con colata di cioccolata fondente. Caffè solo per Roberto.  Una serata bellissima e buonissima. Ed un dato per me fondamentale, cioè l'aver digerito il tutto senza aver avuto alcun problema al riguardo. Segno di una cucina con prodotti di qualità  e con personale molto capace. Sicuramente ci sarà una prossima volta.

venerdì 29 novembre 2024

Apartamento El Olivo - Calle Virgen del Socorro 54 - Portal 2/2E - 03002 Alicante - Spagna

Quando ho prenotato questo appartamento, non ho avuto alcun dubbio. A differenza invece di quello di Spalato, dove ho deciso dopo tre prenotazioni. Arriviamo ad Alicante e grazie alle indicazioni dell'host, Loic Bord arriviamo poco prima delle 20 al nostro indirizzo. Infatti prendiamo il pullman C6 e scendiamo alla fermata Mercato El Sabio, il Mercato Centrale di Alicante. Da li ci sono voluti circa 20 minuti di camminata. Le indicazioni per entrare nella nostra dimora sono state più che esaustive, anche grazie alle foto che ha mandato su booking Loic. Arriviamo al secondo piano e con estrema facilità riusciamo a venire  in possesso della chiave, in realtà erano due, per poter entrare nell'appartamento. E che appartamento, bellissimo. Troviamo tutte le luci accese. Il salone ti accoglie con calore, il divano con la poltrona sono molto comodi. Ma il nostro primo pensiero è per il bagno, sia per vedere il livello di igiene, ma, soprattutto, per le necessità che incombono. Un bagno si trova all'interno di una delle due camere da letto, il secondo è fuori, ma attiguo. Entrambi sono dotati di doccia e sono pulitissimi. Gli asciugamani sono presenti sia per la doccia, più grandi, sia medi che piccoli per il
resto. Al mattino dopo scopriremo anche la validità dei materassi, veramente comodi. Un riposo molto gradito. Nel tavolo del salone c'era anche una bottiglia di vino rosso come dono da degustare, ma non abbiamo avuto l'opportunità di assaggiarlo. La cucina era dotata di tutto quello che doveva esserci per essere al top. Microonde, macchina del caffè dolcegusto, con capsule presenti. La stoviglie, i bicchieri, i piatti, tutto pulito. E da non dimenticare una cosa molto importante, l'appartamento è dotato di un depuratore di acqua, per cui il pensiero di comprare acqua non c'è (vero Carla?). Logisticamente ci troviamo in una zona servita molto bene dai servizi pubblici, ad appena cinque
minuti troviamo sia autobus che fermata treno e metrotram. Ci sono sia supermercati che locali per mangiare e fare colazione. Postiguet è praticamente dietro l'angolo, per cui se vuoi fare una passeggiata sulla spiaggia basta camminare un paio di minuti. Tornando ai bagni , le docce erano molto grandi e senza alcun problema di poca potenza dell'acqua calda. Sia nel salone, che nella nostra camera da letto era presente una pianta di olivo, logicamente finta, per cui da qui il nome. Per ciò che concerne il check in, Loic è stato veramente gentile, abbiamo potuto lasciare i bagagli nel salone oltre l'orario. Il contatto con lui, tramite messaggistica, è stato sempre molto veloce e cordiale. Per il ritorno all'aeroporto, abbiamo preso il pullman C6, dalla fermata Marq - Castillo, che si trova a cinque minuti dall'appartamento. Costo del biglietto 4 euro e 50 centesimi e si può acquistare direttamente dall'autista. Invece il costo per tre giorni di El Olivo, è stato di 400 euro, insomma alla fine meno di 70 euro a coppia  a notte. Non so se tornerò, ma se un giorno mi troverò a passare da queste parti, El Olivo sarà la mia prima scelta. E complimenti ancora a Loic Bord.

martedì 26 novembre 2024

Tre giorni ad Alicante e dintorni - Novembre 2024

Prenotiamo a luglio 2024, per la prima volta con Wizzair. Prezzi molto interessanti, per due persone andata e ritorno da Fiumicino, con un trolley e un bagaglio da riporre sotto il sedile, abbiamo speso 180 euro. Partenza un pò in ritardo, arriviamo con circa 30 minuti di ritardo ad Alicante, verso le 18. E' già buio, per cui cerchiamo di arrivare il prima possibile al nostro appartamento, che meriterà un post a parte, in quanto il soggiorno è stato eccellente, Apartament El Olivo. Arriviamo verso le 19.30 dopo aver preso il pullman C6 dal lato partenze dell'aeroporto. Costo del biglietto 4,50 €. Scesi dal pullman, fermata Mercato El Sabio,   poi ci sono voluti circa 20 minuti di camminata, per
arrivare all'Appartamento El Olivo. Anche se la fermata migliore è la successiva, cioè Marq- Castillo, a soli 10 minuti a piedi ed in discesa. Comunque arriviamo anche affamati e la fortuna vuole che vicino all'appartamento ci sia un bel ristorante argentino, La Estancia-Carne a la brasa. Personale veramente gentile. Abbiamo preso le costine di maiale con salsa barbeque e un pezzo di manzo cotto a bassa temperatura. Le costine hanno vinto, molto più saporite. Il tutto accompagnato da un rosso di Alicante, Murviedro Sercis Cepas Viejas Monasterll 2019. Buoni i dolci e il prezzo ci stava tutto, poco più di 35 € a testa. Ci voleva una bella dormita per riprendersi dalla giornata appena trascorsa e così è stato. Letto veramente comodo. La colazione decidiamo di farla in un localino proprio sotto di noi, Dulce Raval - Pan y cafè. C'è dolce e salato, ma alla fine prendiamo solo cose dolci. Io opto per il caffè il resto del gruppo va di cappuccino. Da questo momento in poi inizia la nostra conoscenza con Alicante. Iniziamo subito con il suo lungomare, cioè El Postiguet, che arriva fino al centro della città. Oggi la giornata è un pò nuvolosa, però si vedono tante
persone passeggiare e partecipare a lezioni di yoga e partite di beach volley.  La prima tappa è l'ufficio turistico, da li ci danno informazioni su cosa vedere intorno ad Alicante, alla fine opteremo per Elche. Dopo un pò di cammino arriviamo al negozio simbolo, per noi, della Spagna, cioè Ale Hop. Carla ci passerebbe delle ore li dentro, ma devo dire che anche Francesca è rimasta piacevolmente colpita. La rambla ci accoglie con i suoi rumori, ma poi dirottiamo la nostra camminata verso Carrer de Sant Francesc. Qui ci sono delle statue che rappresentano funghi e funghi con insetti. Poi ci dirigiamo verso il Mercado Central, ove avevamo in mente di mangiare qualcosa per pranzo, ma posti per mangiare ce ne erano pochi e tutti molto affollati. Cosi riprendiamo la nostra camminata, non senza aver fotografato il monumento in ricordo del bombardamento avvenuto il 25 maggio 1938 da parte dell'aviazione italiana. E' composto da nove quadrati, come i nove aerei che sorvolarono la città,  novanta linee come il numero delle bombe che caddero sul mercato e trecentotredici
punti come il numero delle vittime.  Il pranzo incombe, così ci fermiamo presso Casa Mary, dove mangiamo una buona paella con una caraffa di sangria. Diciotto euro a testa e il pranzo è servito. Ritorno a casa per un breve riposicchio e poi di buona lena verso il Castello di Santa Barbara. Arriviamo in cima a piedi, ma poi scenderemo con l'ascensore. La veduta dal monte Benacantil è eccellente. Dopotutto  166 metri non sono pochi. Inizia il tramonto e a breve sarà buio. Ci dirigiamo verso il lato del casinò, li vicino il porto ci permette di passeggiare senza avere il problema del rumore delle auto che sfrecciano veloci. Per la cena ci siamo cautelati prenotando alla Taberna Iberica, è sabato ed è meglio non correre rischi. La scelta è stata ottima, tanto che ci ritorneremo  anche la sera successiva. Iniziamo con il pane caldo con il pomodoro, poi ci portano un antipasto offerto da loro a base di pesce. Da bere un rosso Ramon Bilbao crianza Rioja, molto buono. Proseguiamo con un piatti di Jamon y Queso, cioè prosciutto e formaggi locali e delle tapas di friggitelli, ma molto piccoli. E poi costillas de cordero, cioè
cotoletta alla scottadito e il morteruelo, uno stufato di carne che viene poi ridotto in una crema. Qui poi gli ingredienti variano a seconda della zona. Non prendiamo il dolce in quanto nel pomeriggio abbiamo acquistato il torrone di Alicante e una bottiglia di rhum. Il giorno successivo scendiamo per la colazione al forno sotto l'appartamento, ma con nostro disappunto era chiuso, nonostante il cartello degli orari lo desse aperto. Allora iniziamo a camminare nella speranza di trovare qualcosa aperto, dato che è domenica. Pochi metri e troviamo El Mirador, che si trova su un piano terrazzato con vista sul mare. Colazione ottima e pronti per i nostri chilometri giornalieri, ieri sono stai circa 19. Prendiamo l'autobus n.22 e ci dirigiamo verso la stazione centrale di Alicante.
Da li prendiamo il treno e in trenta minuti siamo ad Elche, precisamente fermata Elx-Parc. Iniziamo la passeggiata visitando la cittadina. E' un piccolo centro con cose veramente interessanti. Oltre alla Basilica di Santa Maria, troviamo il  Palazzo di Altamira e la Torre de la Calaforra. E per il momento aspettiamo di visitare il giardino  Huerta del Cura, dove si trova il palmeto imperiale, prima un piccolo  spuntino è d'obbligo. E qui ci fermiamo proprio nelle vicinanza del giardino, presso il Restaurante La Taronja. I camerieri sono molto giovani e preparati. Insalatone molto interessanti e tanta cordialità. alla fine 18 euro a testa ce la siamo cavata. Riusciamo ad entrare per la visita al giardino una mezz'ora prima dell'ultimo orario di entrata. Tanto verde, come un pò in tutta la località. palme molto alte e secolari. Ci sono molti zampilli di aacqua, con i germani reali che la fanno da padrone. Ed a un certo punto arriva lui, con tutta la sua maestosità, cioè La palmera imperial. Deve il suo nome alla Principessa Sissi, imperatrice d'Austria, la quale si innamorò del giardino e a lei il Cappellano Castano dedicò proprio quella palmera. Al suo interno  si  trovano circa 500 palme. E con nostro stupore arrivano anche i pavoni.
Erano quattro, di cui due totalmente bianchi. Senza dimenticare la presenza della Dama di Elche, il cui busto originale si trova nel Museo Nazionale Archeologico di Madrid. Usciamo e continuiamo a camminare tra palme e tanto verde. Passeggiamo lungo le sponde del fiume Vinalopo, fortunatamente al fresco, in quanto anche se siamo a novembre, la temperatura è elevata. Pian piano torniamo alla stazione di Elx-Parc, ma il primo treno disponibile per Alicante passa tra più di un'ora, cosi optiamo per il pullman che parte poco distante da li, dalla stazione dei bus. Torniamo all'appartamento verso le ore 18. Decidiamo di riposarci e andare poi direttamente alla Taberna Iberica, che si trova a dieci minuti a piedi da dove siamo noi. Stasera andiamo di paella o arroz de marisco. Il tutto accompagnato da una bottiglia di Monopole Verdejo, tranne che per Carla che ha optato per una coppa di sangria. Cena eccellente come la sera precedente. Domani si torna a Roma, ma prima c'è ancora qualcosa da fare, bisogna godersi il sole e il mare della Spagna per qualche ora. Mattina successiva splendida colazione sempre
a El Mirador, anzi saremo li anche per un pranzetto veloce. Si sta talmente bene al sole e al fresco del mare. Però la sera prima Franchino aveva notato che una parte del Barrio Santa Cruz  l'avevamo saltata, cosi copriamo al volo questa mancanza. Fortunatamente alla tazza della città di Alicante di Starbucks, per la nostra collezione,  avevo pensato il giorno precedente, così siamo liberi di fare una passeggiata lungomare. La spiaggia è piena di gente che prende il sole, chi ne approfitta per leggere un libro, chi disputa una partita di pallone, insomma c'è tanta vitalità. Dopo aver sorseggiato sulla spiaggia  il peggior caffè di questi giorni ad Alicante, prendiamo i bagagli e sempre con il C6 di dirigiamo verso il piano partenze dell'aeroporto. Il volo partirà in orario, tranquillo come all'andata. E' stato un bel modo di staccare la spina qualche giorno e, al di là del luogo, la differenze la fa la compagnia e con i Franchetti è sempre al top.

sabato 9 novembre 2024

Appartamento Fortuna - 17 Ulica Josipa - 21000 Spalato (Split) - Croazia

Arriviamo a Spalato in perfetto orario. Ore 9.45 dell'otto ottobre 2024. Ma perché siamo finiti quà? semplice, i solti quattro stanno festeggiando la nuova vita in pensione di Franchino. E' un viaggio premio, mettiamola cosi. I quattro oltre il sottoscritto e Franco, sono Alfredo e Roberto. La scelta dell'appartamento è stata mia, dopo estenuante ricerca e dopo aver cancellato due precedenti location. Soddisfatti della scelta? Direi proprio di si. Ma torniamo all'aeroporto, dove prendiamo l'auto a noleggio. Serve perché l'appartamento è leggermente fuori dal centro di Spalato e perché abbiamo intenzione anche di andare a visitare Mostar. Le precedenti
comunicazioni con l'host sono state ottime. E se il buongiorno si vede dal mattino, la soluzione abitativa in cui andremo a dormire per due notti, sarà eccellente. Il check in era previsto per il pomeriggio, ma fortunatamente, dietro mia richiesta, lo abbiamo ottenuto per le ore 11. In circa mezz'ora arriviamo all'indirizzo, è una zona con molte nuove costruzioni. Facciamo un pò di fatica a capire dove è l'ingresso, ma alla fine riusciamo a capirlo e anche il posto auto nel garage è nostro. Ci troviamo al quinto piano di un palazzo con ampi spazi. Seguendo le istruzioni inviate via mail, saliamo prima Alfredo ed io. Apriamo l'appartamento, un attico molto bello. Ma è solo uno sguardo veloce, in attesa di andare a prendere il resto del gruppo. Cinque piani a piedi non sono pochi, ma tra chi vuole mantenere la linea e  chi soffre di claustrofobia, alla fine quello che lo usa sempre per salire sono solo io. appena entrati, abbiamo inviato copia dei nostri documenti di identità, via mail,  al proprietario. Ricognizione dell'appartamento piacevole e con conferme ulteriori sulla bontà del locale. C'era una stanza da letto con letto matrimoniale, che è stata assegnata d'imperio
al festeggiato. Poi c'era un'altra stanza con letto singolo e letto a castello. Qui hanno dormito Roberto e Alfredo. Dovevo dormirci anche io, ma c'era Roberto, che  emetteva un suono alquanto rumoroso e fastidioso, praticamente sembrava una sega intenta a tagliare un tronco di un albero secolare. Per questo io ho optato per il divano che si trovava nell'ampio  salone che poi terminava su un terrazzo molto grande e con lettini e sedie. Ho scelto questo appartamento anche per il numero dei bagni, infatti due per quattro persone sono andati più che bene. Proprio sotto troviamo un piccolo supermercato che ci è servito per acquistare le cose per la colazione. A dire la verità anche per la cena

del secondo giorno da ritorno da Mostar, eravamo stanchi e non ci andava di uscire di nuovo con la macchina. Quella sera lo chef Roberto si è esibito in un ottimo spaghetto al burro, forse serviva un pò di parmigiano in più, ma Alfredo ha ritenuto congrua la quantità di 60 grammi di formaggio grattugiato per quattro persone. Tornando alla colazione abbiamo trovato la macchina per il cappuccino espresso e un frigorifero fornito di acqua e lattine di coca cola. Pulizia top e acqua calda sempre in abbondanza per la doccia. Una piccolo neo è che abbiamo scoperto che l'interruttore per accendere la caldaia non era facile da individuare. Ma solo una piccola cosa in confronto alla morbidezza degli asciugamani e alla presenza capillare di bicchiere, posate, tagliere e pentole. Possiamo solamente dire che questo appartamento è spazioso, pulito e perfetto per il numero di persone che eravamo. In più si può dire che una famiglia  fino a sei persone alloggia stupendamente qui. Non so se ritornerò un giorno a Spalato, ma sicuramente Appartamento Fortuna sarà di sicuro la mia prima scelta. Ultima annotazione, molto importante. Il costo è stato di 184 euro per due notti, cioè 46 euro a testa. Spettacolare.

 

lunedì 4 novembre 2024

La Francia 2024 - Tolosa

Arriviamo al nostro albergo a Tolosa, si tratta del The Social Hub,  in pratica è  una residenza, con anche stanze di albergo, per ragazzi stranieri che vengono a studiare all'università di Tolosa. Una sorta di Erasmus. Per cui tanta gioventù e un ambiente molto allegro. Stanze piccole ma comode. La Garonna, il fiume di Tolosa, è qualcosa di imprescindibile per chi decide di visitare la città. Il lungofiume è pieno di locali e di persone che stazionano a bere e suonare. Abbiamo anche assistito ad un paio di personaggi che si sono tuffati, ma

non sono assolutamente da emulare. La visita della città è piacevole, anche se parecchie visite le abbiamo dovute rimandare ai giorni successivi, in quanto alle 18.30 chiudono le maggiori attrazioni. Per la cena , dopo un pò di titubanza per alcuni locali, dovuta anche alla stanchezza, decidiamo di mangiare da Chez Jazz, cucina popolare. Il titolare, ha impiegato circa 15 minuti per spiegarci tutti i piatti del menù. Pietanze molto semplici e con prezzi popolari. Unica nota stonata il prezzo del vino della casa, cioè 19 euro per un litro. Domani riconsegna della auto che abbiamo noleggiato, con visita in due piccole località nei dintorni. Precisamente Carbonne e Rieux-Volvestre. La seconda più interessante della prima e proprio qui ci siamo fermati
per pranzo. E' abitato da circa 2500 anime e si trova nella parte dell'alta Garonna. La Cattedrale della Natività di Maria, dall'alto delle sue torri di avvistamento, svetta su tutta la cittadina. Entriamo nell'Ufficio del Turismo del luogo e ci danno anche indicazione dove mangiare. Presso il vecchio mercato coperto, attiguo c'è un piccolo ristorante che prepara piatti con prodotti del luogo. La titolare del locale Epicerie d'Art Gemma Colors, abbastanza avanti con l'età, con dovizia di particolari, ci spiega i piatti del menù, anche se, parlando a voce bassa e solo in lingua natia, la comprensione è stata abbastanza complicata. Anche qui le foto ai cartelli con il nome delle località da visitare, sono state le nostra croce. Pomeriggio rientro a Tolosa e riconsegna dell'auto presso la stazione Centrale. Dopo un paio di infrazioni da parte dell'autista, cioè Franchino, riusciamo nell'impresa. Ad oggi ancora nessuna multa al riguardo è arrivata, meno male. Cena in un piccolo locale vicino al centro, La Gouaille. Piatti della tradizione e cassoulet veramente buona, forse la migliore in assoluto. Il tutto accompagnato da Domaine de Cabrol, rosso molto interessante. Domani intera giornata dedicata a Tolosa. Colazione sempre presso L'Atelier du Pain, buoni
croissant e discreto caffè e cappuccino. Ci addentriamo nei vicoli di Tolosa e nelle sue chiese. La Cattedrale di Santo Stefano , fra queste, è sicuramente la più importante. A piccoli pasi ci avviciniamo al Marchè Vicotor Hugò, il più importante mercato della città. Pensavamo di mangiare un boccone all'interno, nei locali posti al piano superiore, ma non ci hanno colpito. Così dirottiamo le nostre membra, in un locale li vicino, cioè L'Aloulette. Pranzo a prezzo fisso e piatti buoni. Molto gentile anche il personale. Dopo un breve ritorno in albergo e un

piccolo riposicchio, ci spostiamo verso il Capitole, cioè il Campidoglio, sede del Municipio e dell'omonimo teatro. Al suo interno, visitabile dalle 8.030 alle 18, troviamo molti affreschi di grandi dimensioni, soprattutto nella Sala Gervais e nella Sala Henri-Martin. Molto interessante anche la sala sede del consiglio comunale. La piazza antistante è piena di locali ed è vissuta dai cittadini con grande partecipazione. Continuiamo  la nostra camminata per la città, ma ad un certo punto la voglia di spritz prende corpo, cosi ci fermiamo in un localino un pò appartato, sempre in zona lungofiume, Little Big. Ma di spritz non c'è sentore, cosi con Franchino optiamo per un moscow mule. Troppo forte il sapore dello zenzero. Ma l'atmosfera era talmente bella e rilassante che me lo
sono goduto nonostante lo zenzero.  L'ultima sera non potevamo chiuderla se non presso la Maison du Cassoulet. Me ne sarei potuta mangiare fino allo sfinimento, ma ci tornerò per mangiarla nuovamente. I migliori dolci della vacanza li abbiamo mangiati questa sera. Salutiamo Tolosa nella sua oscurità, sicuramente la più bella delle tre città visitate. Domani sveglia e colazione al solito posto e con tutta calma, con il taxi prenotato dai ragazzi dell'albergo (costo 40 euro), ci dirigeremo verso l'aeroporto. La partenza avverrà in ritardo, in quanto l'aereo partito da Roma, a causa di incendi, non potrà partire in orario. Proprio a causa del fumo , l'aeroporto di Fiumicno, avrà soltanto una pista utilizzabile. Abbiamo sorvolato Roma per parecchio tempo, prima di atterrare. Jacopo e Davide, i nostri autisti, ci aspettano all'uscita. La vacanza è terminata, ma come ogni volta, ti rimane sempre qualcosa di bello dentro e, soprattutto, la voglia di conoscere nuovi posti e nuovi sapori. E poi, la compagnia giusta, è la base di tutto questo.

lunedì 14 ottobre 2024

La Francia 2024 - Narbonne Carcassone e dintorni

Sveglia e colazione, poi  continua la nostra visita a Montpellier. Ci addentriamo per le vie della città ancora addormentata, è ancora più bella. Arriviamo alla Facoltà di Medicina dell'Università di Montpellier, che si trova al civico n.2 dell'Ecole de Medecine. E' una antica abbazia, posta nelle immediate vicinanze della Cattedrale di Saint Pierre. E dal 1795 ospita gli studenti e attualmente è la più antica facoltà di medicina nel mondo.  Dopo esserci fermati per un caffè, ci immergiamo nella bellezza della Cattedrale e torniamo nel nostro appartamento in quanto il check out incombe. Bagagli e affini in spalla, arriviamo dove è parcheggiata la nostra auto. Visto l'orario non tardo, ci rechiamo presso un centro commerciale perché Carla aveva bisogno di un farmaco per un dolore alla schiena.

Inoltrandoci verso il lato opposto da dove eravamo entrati, visto che era quasi l'ora di pranzo, vediamo un ristorante greco, Restaurant Isabella. Un pò problematico trovare un tavolo per  quattro all'esterno, ma alla fine ci riusciamo. Anche oggi la temperatura è elevata.  Al cibo greco non diciamo mai di no. La Grecia è la nostra passione. Mangiato bene, andiamo a prendere la macchina per arrivare a Narbonne. Sembra facile a dirsi, ma complicata e comica nel dar farsi. In breve, usciamo dal parcheggio del centro commerciale e, seguendo le indicazioni fornite dal nostro navigatore, entriamo in un dedalo di strade, che ci fanno entrare in una zona pedonale. Succede che inavvertitamente ci troviamo rinchiusi in una zona dalla quale sembrava che non si potesse uscire, in quanto si erano rialzati i paletti che impedivano sia l'entrata che l'uscita delle
automobili. Attimi di panico, chiediamo informazioni su come poter poter uscire al personale di un albergo che era li, ma senza avere risposte incoraggianti. Dopo un pò, esce un ragazzo dallo stesso albergo citato in precedenza e, con due semplici parole, ci ha fatto capire che bastava avvicinarsi ai paletti e gli stessi si sarebbero abbassati. Miracolo, era proprio vero.  A questo punto, Narbonne era ancora più vicina. Con circa un'ora di viaggio, arriviamo alla nostra albergo, Appart-Hotel Zenitude. Direi la migliore

sistemazione di tutto il viaggio. Breve riposino e poi iniziamo a scoprire la cittadina.  In molte parti della città, si trovano manifesti che ricordano la rivolta di vignaioli del 19 e 20 giugno  1907. I giardini comunali di Narbonne, ospitano delle opere facenti parte della mostra In arte Veritas, del maestro Zareski. Una grande festa c'era in quei giorni, esattamente il Festival Barques en scene. Noi abbiamo assistito alla parata del Microcosmo ad opera della compagnia Planete Vapeur. Per la cena ci siamo spostati un pò dal cuore del festival e abbiamo cenato da O Si Press...., dove alla richiesta di una Magret de Canard al sangue, il ragazzo che ci stava servendo ha avuto un sussulto di dolore. Cosi abbiamo optato per la cottura media. Domani ci aspetta ancora Narbonne e poi Beziers con i suoi canali. Letto comodissimo, il migliore del viaggio. Dopo la

colazione, riprende la nostra visita di Narbonne. La Cattedrale di San Just e Saint Pasteur , che domina la città con le sue volte alte circa 40 metri, come tante altre chiese è incompiuta. Nello specifico ci fù un rifiuto da parte dei Consoli di distruggere i bastioni per continuare la costruzione. Il Palais Neuf o anche meglio conosciuto come il Palazzo degli Arcivescovi, è certamente l'attrazione di punta della città. E' un complesso che al suo interno racchiude un complesso architettonico religioso, civile e militare. ospita anche delle collezioni di arte. dopo esserci persi nelle stradine e nei colori di questo piccolo centro, ci avviciniamo al mercato cioè al Les Halles de Narbonne. Al suo interno si assapora il senso del calore di questa gente, un aperitivo qui è una sosta obbligata. E' possibile anche mangiare, ma noi

abbiamo optato per una soluzione all'aperto, vista la temperatura gradevole. E allora ci sediamo da Chez Marius e la scelta è stata ripagata alla grande. Breve riposino e poi andiamo in direzione Beziers, precisamente verso le Chuse di Fonseranes, dichiarate patrimonio dell'Unesco, insieme al Canal du Midi che le ospita. Le stesse permettono di superare un dislivello di circa 25 metri. Il centro storico di Beziers è un piccolo gioiello, ma soprattutto la città è ricordata per aver dato i natali a Pierre-Paul Riquet, colui che ha permesso di coronare un sogno, cioè di navigare  tramite il Canal du Midi, da Sete a Tolosa. Molto bella la Cattedrale di Saint-Nazaire et Saint -Celse, la quale con la sua imponenza veglia sulla città. Il meteo non è dei migliori, ma riusciamo ugualmente a cenare all'aperto presso Le Petit Marais. Devo dire tanta gentilezza e buon cibo. Per

tornare nel parcheggio a riprendere la macchina ci siamo bagnati abbastanza, ma tornati in albergo ci siamo fatti un goccio di Armagnac e tutto è andato bene. Domani ultimo giro qui e poi direzione Carcassone. Ci muoviamo per la colazione con la città ancora un pò addormentata. Ripasso in albergo e poi via verso Carcassone. In realtà, abbiamo una tappa intermedia. Un piccolo paese sulla costa, cioè Gruissan, una vera e propria scoperta. Nonostante il vento molto forte, non mancano i turisti. La passeggiata è piacevole.  Soprattutto per la presenza di fenicotteri nel grande lago salato prospiciente la cittadina. Compriamo un bel sacchetto di olive, anzi due, verdi e nere. Molto buone. Però servono solamente per non arrivare affamati per il pranzo. E cosi alle 12.30 ci accomodiamo al ristorante Le Joffre. Ottima qualità del cibo, nello specifico vari tipi di insalate. Ottima la birra, la Occicana.
Una marca a me sconosciuta, infatti è tipica di questi posti. Devo dire che i Franchetti hanno gradito molto questo tipo di birra. Finito il pranzo, prendiamo la macchina e ci dirigiamo verso la località Gruissan Plage. La particolarità di questa zona, è che le case sono palafitte. Tutte colorate e ben tenute. In pratica è un quartiere composta da circa 1300 palafitte.  La spiaggia è molto grande e lunga. Non ci sono stabilimenti, ma solo una cabanon per l'eventuale soccorso in mare. E all'ingresso si trova una cabanon in miniatura, che serve per lo scambio dei libri offerti da chi e per chi si reca in spiaggia. Breve passeggiata  e poi partenza verso la destinazione originaria, cioè Carcassone, che nel 1997 è stata dichiarata Patrimonio dell'Unesco ed è il secondo sito turistico  più visitato in Francia dopo Le Mont Saint Michel.  In breve tempo arriviamo alla dimora prenotata, soluzione molto comoda per visitare la città.

Siamo nelle immediate vicinanze di una delle porte principali. Appena arriviamo sentiamo parecchio frastuono, ci sono dei giochi all'interno delle mura. Senza pensarci troppo decidiamo  di visitare subito Carcassone, ma in realtà il tutto è stato studiato per visitarla al mattino presto, quando non c'è l'invasione dei turisti. E infatti di pomeriggio è stato abbastanza complicato potersi muovere con spensieratezze e facilità per le vie affascinanti della stessa. Cosi decidiamo di

vederla il giorno successivo e di rientrare nei nostri appartamenti per un breve aperitivo prima di cena.  E durante la cena, per la prima volta, abbiamo provato la cassoulet. E' stato amore a prima vista. Un piatto eccellente, devo dire non molto leggero, ma di una bontà unica. Tanto che nelle tre cene successive a questa, prenderò sempre la cassoulet. Il ristorante di questa sera, L'Oppidum by FF, è assolutamente da consigliare. Prelibatezza  e ottimo cibo. Domani ci avvieremo verso l'ultima tappa di questo bellissimo viaggio, cioè Tolosa, ma prima ci godremo Carcassone nel  silenzio della sua storia. E l'intuizione di Francesca è stata eccellente. Al mattino Carcassone è eccezionale. Riesce a vedere, con calma, tutto quello che avresti dovuto condividere con migliaia di persone. Entriamo dal la Porte Nairbonnaise e usciremo da la Porte d'Aude. Le torri, in tutto 52, svettano nella pace del mattino appena iniziato. La maggior parte delle attività commerciali all'interno del borgo, aprono alle 08.30. Qualche micetto fa capolino tra le viuzze del borgo. La basilica di Saint-Nazare è nota per le sue splendide vetrate. Da non perdere la splendida vista che si gode dal Ponte Vieux verso la città, soprattutto durante il tramonto potrete vedere uno spettacolo unico. Prima di prendere la direzione verso Tolosa, facciamo un breve giro per la città nuova. Pausa caffè Briocherie Arpin, nulla di particolarmente interessante a livello di papille gustative, anzi con la titolare abbastanza antipatica.  Ora si che si va verso il nostro ultimo albergo, cioè The Social Hub Toulose.

venerdì 27 settembre 2024

La Francia 2024 - Montpellier e i suoi dintorni

 Lo spostamento da Marsiglia verso Montpellier è stato pieno di imprevisti, che si possono anche chiamare con "disattenzione al codice della strada". Ma andiamo con ordine. Martedi 20 Agosto, prima di partire da Marsiglia direzione Montpellier, perlustriamo per l'ultima volta la città, prendendo il tram, perché io dovevo acquistare la tazza da Starbucks. La fortuna ha voluto che in offerta ci fosse sia quella di Marsiglia che quella di Montpellier. Però prima di dirigersi verso il capoluogo della regione Languedoc-Roussilon, sosta d'obbligo per acquisti presso lo store ufficiale del Marsiglia calcio. Dato che la macchina era con le valigie e altre cose in evidenza, decidiamo di darci il cambio per non lasciare l'auto incustodita, per cui siamo andati due per volta. Ma non avevamo realizzato di essere in una zona  a tariffazione , cosi appena rientrati in Italia, è arrivata la multa. Importo della stessa abbastanza esiguo, cioè 12,60 euro. Purtroppo 35 se li è presi la società di noleggio Enterprise, per  la pratica burocratica. Finalmente si parte, la nostra tappa intermedia è Aigues-Mortes, un piccolo borgo medievale che sembra un gioiello. E' circondato da una grande
cinta muraria. Quel giorno faceva un caldo incredibile, era l'ora di pranzo e la fame stava prendendo il sopravvento. Il calo glicemico di Carla era dietro l'angolo. Molti ristoranti stavano chiudendo per la pausa pomeridiana, così alla fine siamo andati al primo che ci è capitato. Solo successivamente abbiamo scoperto che su Tripadvisor era l'ultimo ristorante del luogo in classifica. Il suo nome servirà ad altri per evitarlo, cioè Les Capucins. Ancora oggi lo ricordo con dispiacere. Il borgo è veramente bello, vale la pena giralo. Ci troviamo nella regione dell'Occitania e il terreno paludoso su cui sorge, grazie ad una serie di canali, arriva fino al mar mediterraneo. Il più famoso di questi canali è Grau-du-Roi, famoso per il suo ponte mobile che permette il passaggio dei treni, ma soprattutto, per un volo carpiato con doppio avvitamento sull'asfalto da parte di Franchino (ma di questo ne parleremo in seguito).  E' questa la zona del famoso Vin de Sable, cioè vigneti che attecchiscono nel terrena sabbioso e questo da luogo ad un vino color salmone e con un gusto molto aromatico. Lo abbiamo provato, ma non ci
ha colpito particolarmente, magari non ci capiamo molto al riguardo. Riprendiamo il nostro viaggio e finalmente arriviamo alle porte di Montpellier. Navigatore alla mano, cerchiamo il nostro appartamento che si trova a  8 Rue de Chapeau Rouge. In pieno centro storico e con nessuna possibilità di arrivare in macchina per scaricare i bagagli. E qui succede qualcosa di imprevisto. Mentre cercavamo il nostro indirizzo, la polizia a causa di un problema con un mezzo rimasto in mezzo alla strada,  ci intima di immetterci in una strada percorsa  solo da tram. Appena ci immettiamo ci viene incontro una persona e ci dice che li non si può passare, subito dopo un'altra ci dice di fermarci, perché più avanti c'è una buca fatta appositamente per evitare il passaggio delle auto. Nella nostra direzione  arriva il tram, ci spostiamo nella corsia opposta e ne arriva un altro. Attimi di panico, ma la freddezza di Franchino ha permesso a tutti noi di uscire indenni da questa spiacevole situazione. Con il poliziotto che continuava a dare le stesse informazioni  stradali sbagliate  anche ad altri. Dopo un pò di peripezie arriviamo al nostro appartamento Le Petit Corum HH, che si trova proprio nei pressi del centro congressi omonimo. Esperienza più che negativa, basta leggere la
recensione che ho lasciato su Booking. La sera la passiamo nei vicoli della città, piena di giovani e a volte ci sentiamo quasi fuori luogo, siamo i famosi boomer. Ceniamo presso Chex Valou Le Souris Dansant. Niente di che, non lascia in noi la voglia di tornare anche nella sere successive. Il giorno successivo ci aspettano Sete e Bouzigues, per la nostra mangiata di ostriche. Ricca colazione presso Station Sucree, cappuccino in tazze enormi e pasticceria molto interessante. Piccola passeggiata per Montpellier, passaggio all'ente del turismo e poi via verso mete molto interessanti. Sete è la prima, località nota , soprattutto, per la sua Tielle. Che altro non è che la famosa tiella di Gaeta, rivisitata. Tiella che arrivò nei primi anni trenta da quelle parti, grazie all'emigrazione di pescatori di Gaeta in quel luogo. Oggi è facile mangiarla, come

abbiamo fatto noi, nel mercato Les Halles Centrales. E' molto buona e ed è veramente molto simile alla tiella originale. Ma andiamo con ordine, perché nel tentativo di parcheggiare la macchina nel parcheggio adiacente la cittadina, abbiamo avuto un piccolo diverbio con un energumeno di nazionalità francese. Vabbè una piccola digressione in lingua originale. Iniziamo a conoscere questa cittadina camminando lungo le sponde del Canal du Midì. E' detta anche la Venezia della Linguadoca. Infatti i ponti e calli la rendono abbastanza simile. Un giro per il quartiere Haut è d'obbligo, prima di arrivare al Les Halles. Qui, grazie alla perseveranza di Franco, abbiamo alla fine trovato un tavolino per quattro. La sua tattica consiste nel mettere pressione a coloro che rimangono seduti al tavolo dopo aver finito di consumare il pasto. E' quasi sempre vincente. Abbiamo fatto una discreta  mangiata di ostriche, tielle e altre prelibatezze, accompagnate da un calice di bianco. Il pomeriggio prosegue la visita  presso il quartiere de la Ponte Courte, un piccolo angolo di pescatori e gatti, anche se alla fine

non ce ne sono molti di gatti. Però ci sono alcuni scorci che sono da cartolina. Sete è anche murales, ce ne sono  tanti,  di tutte le misure e che evocano storie e culture diverse. Ma ora il nostro sguardo è  soprattutto rivolto verso Bouzigues e le sue ostriche. Nei nostri ricordi avevamo Cancale, viaggio del 2022. Qui è un pò diverso, non ci sono le capanne o i piccoli produttori che ti fanno accomodare e degustare. Comunque ci accomodiamo da Chez La Tchepe. Prendiamo 24 ostriche, Francesca ne assaggia un paio, il resto sono per Franco e per il sottoscritto. Carla neanche le vuole vedere. Buone, molto più salate di quelle mangiate al mercato a pranzo. Infatti il burro e il limone sono serviti per ammorbidire il sapore. Insomma buone, ma quelle del 2022 in Bretagna più buone. La sera cena leggera, infatti abbiamo preso le crepes, in un locale molto carino a Montpellier, si chiama Froment & Sarrasin Creperie. Sicuramente da pubblicizzare. Anche oggi siamo sui 18 chilometri, ma ormai non ci facciamo più caso. E domani, dopo una notte con materasso portato dal piano superiore al salone per il troppo caldo, ci dirigiamo verso la spiaggia dell'Espiguette e Le Grau Du Roi . La colazione la facciamo al Cafè de la Vieille Porte, che
si trova presso una delle porte della città. Colazione molto semplice, ma con un caffè bevibile. E poi hanno i loro croissant... Si parte per la nostra giornata di mare verso La Plage dell'Espiguette. Prima però facciamo una piccola sosta a Le Grau du Roi, per prendere qualcosa per pranzo e fare rifornimento. Nel frattempo noi maschietti ci prendiamo un caffè  presso La Brasserie Midi Cafè. Torneremo qui nel pomeriggio. Con la macchina arriviamo nei pressi del Faro dell'Espiguette e qui c'è un parcheggio a pagamento, mi sembra che si paghi 8 euro per tutto il giorno. Con una breve passeggiata attraverso le dune  si arriva a La Plage. Arrivati c'è un piccolo chiosco che affitta anche lettini, ma noi siamo duri e puri  e preferiamo stare con i teli sulla sabbia, perché ci piace soffrire (vero Francesca???). Il mare non è nulla di che, però questa immensa distesa di dune a perdita d'occhio, è semplicemente stupenda. Arrivando in spiaggia, sul lato sinistro dopo un pò si incontra la zona nudisti, noi siamo andati a destra. Poi qualcuno ha deciso di fare una passeggiata a sinistra, ma Franco ed io siamo rimasti a controllare le borse. Finito il periodo in spiaggia, con una certa solerzia ci dirigiamo verso Le Grau. Trovato parcheggio e, mentre con Francesca ero intento ad inserire le monetine nel parcometro, vediamo alle nostre spalle, con la coda dell'occhio, un tuffo carpiato con doppio avvitamento e salto mortale di Franchino, che cade con una certa agilità sul marciapiede. Si rialza prontamente e con fare guascone aggiunge "Tuttapposto!". Un rapido giro per la cittadina, poi ci fermiamo a fare la spesa perché stasera abbiamo deciso di cenare a casa. Un congruo e sostanzioso apericena, di quelli molto importanti. Per l'occasione abbiamo comprato anche un Armagnac. Rientrati a Montpellier ci immergiamo nei vicoli della città, in tutta la sua allegria e gioventù. Domani si va in direzione Narbonne. Ma quello è un altro capitolo di questo stupendo viaggio.

giovedì 12 settembre 2024

La Francia 2024 - Marsiglia e dintorni

E tutto ha inizio a Febbraio 2024, quando con mezz'ora, cronometrata, Francesca ed il sottoscritto, hanno prenotato voli e alberghi, per la vacanza  estiva del 2024. Il 17 Agosto alle ore 5.45 siamo a Fiumicino, con la novità dell'imbarco bagagli fatto direttamente da chi parte. Piccola colazione, Franchino che cerca un profumo nel duty free e Carla che compra cioccolatini pagandoli a peso d'oro. Imbarco molto tranquillo, in quanto nei biglietti prenotati c'era imbarco bagaglio di 20 kg cadauno e posto prenotato. Volo molto tranquillo verso Marsiglia, io e Carla abbiamo visto sul cellulare una puntata di una serie scaricata da Netflix  e arrivo in orario. Prendiamo i bagagli e ci
dirigiamo verso il Terminal  per il ritiro della macchina a noleggio. Fortunatamente arriviamo poco prima di un numeroso gruppo di vacanzieri. Aspettiamo una trentina di minuti e alla fine ci viene consegnata una Renault Australe. Macchina spaziosa ma con bagagliaio non molto capiente. Vabbè alla fine facciamo entrare tuti i bagagli. Con molta calma ci immergiamo nel caotico traffico di Marsiglia. Avevo letto ciò  ma viverlo è differente, nonostante l'abitudine a Roma. Arriviamo al nostro appartamento, che ha un parcheggio privato e coperto, molto complicato da usufruire, infatti dal giorno dopo, abbiamo parcheggiato sempre in strada. Appartamento spazioso, luminoso e con due
bagni. No aspetta. Due bagni con lavandino e doccia. Il water, come in molte abitazioni francesi, si trova in un minuscolo loculo, senza finestra. Potete immaginare la difficoltà per quasi tutti nell'espletare le proprie funzioni fisiologiche, poi c'è chi si chiude più e chi meno. Si avvicina l'ora di pranzo, c'è qualche difficoltà a trovare un locale aperto, dato che non siamo proprio in centro ed è un sabato di agosto. Alla fine troviamo aperto la Brasserie Le Terminus, piccolo avamposto di tifosi del Marsiglia. Dentro ci sono foto e gagliardetti vari. Si mangia e si spende il giusto. Piccolo riposino per riprendersi dalla sveglia e poi si va alla scoperta di Marsiglia. Arriviamo alla fermata della metropolitana e dopo aver fatto un pò di casino con i biglietti, entriamo in metro, che non contempla l'aria condizionata e prendiamo direzione Porto Vecchio. Dire che la situazione è caotica è dire poco.
Ci dirigiamo versoL'Ombriere de Norman Foster. E qui sotto, oltre ad una piccola manifestazione pro Palestina, assistiamo quasi ad una rissa tra ragazze che cercavano di accaparrarsi una giovane donna che voleva fare le treccine. Tante urla ma alla fine predominano solo quelle. Iniziamo la nostra escursione di Marsiglia dal suo centro storico, dai suoi negozietti di sapone e di lavanda. Dalle sue scalinate e dal caldo che non ci lascia. Poi scopri dei piccoli angoli, in cui trovi un paio di locali e tanta gente che sorseggia bibite e aperitivi, anche analcolici, come quello che abbiamo preso noi, per la voglia di dissetarci. Franco che ogni tanto te lo perdi, perchè fotografa anche quello che non si vede. Per cena, dato che è la prima sera, abbiamo prenotato in zona docks . Ma prima di arrivare qui, ci fermiamo alla Cattedrale di Marsiglia, neobizantina dell'Ottocento con all'interno opulenti affreschi, mosaici e marmi. Ma l'esterno risulta molto più interessante e ottimo per le fotografie. Ne ho fatta una a Carla molto bella ed è finita sul suo profilo  di whatsapp. Arriviamo al centro commerciale Le Docks Village. La sua riqualificazione è molto interessante, al suo interno ci sono installazioni originali e raffinate. I negozi all'interno, oltre ad una palestra, rendono questo spazio unico nel suo genere nella città. Il nostro ristorante si trova li e si chiama Le comptoir des docks. Cena praticamente al buoi e con le zanzare che cercavano di banchettare con i nostri corpi. Al buio, perchè eravamo all'esterno e la luce era quella della illuminazione pubblica, ma quella sera  non era funzionante. Conto molto interessante grazie a The Fork, qui in Francia va alla grande. Alla fine abbiamo speso 15 euro a testa compreso vino in bottiglia. Cena normale, nei sapori nulla di eclatante. Con calma torniamo verso la nostra abitazione  dopo aver  percorso circa 16 chilometri. 
Mattina di domenica 18 agosto, dopo aver penato un pò per trovare dove fare colazione, facciamo uscire , con non poca fatica, la macchina dal parcheggio e ci dirigiamo verso la
Basilica di Notre Dame de la Garde. Lo spettacolo, arrivati in cima, è veramente interessante. L'isola d'If, dove si trovava la prigione del Conte di Montecristo,  è davanti a noi. Il vento si sente in tutta la sua forza, cosi decidiamo di scendere e dirigersi verso Aix-en-Provence. In circa 60 minuti arriviamo in questa deliziosa cittadina. Optiamo per un parcheggio coperto e custodito. La passeggiata tra queste strade è molto bella. Carla effettua  un acquisto veramente interessante, una stampa che evidenzia il fatto che, sul water sono ammessi tutti culi, compresi quelli di cani e  gatti.  I piccoli vicoli incantano gli occhi. E' domenica, c'è un bel mercato con prodotti locali in un viale pedonale. E' quasi ora di pranzo, ci sono parecchi locali, ma quasi tutti turistici, nessuno cattura la nostra attenzione. Alla fine scegliamo Chez Laurette, forse uno dei posti meno attraenti di tutta la vacanza.  La giornata è calda e cosi alla fine
decidiamo di andare a visitare il Museo Granet, il quale al suo interno ha un giardino molto fresco  e un ottimo caffè espresso delle macchinette. Come appendice alla struttura principale, c'è l'Antica Cappella dei Penitenti Bianchi, ove sono esposte opere di Monet, Picasso, Van Gogh, Dufy e De Stael. Luogo fantastico con delle opere bellissime. Qui Franco ha opposto una sterile resistenza alla ragazza che lo ha obbligato a mettere lo zaino davanti al corpo e non sulle spalle come d'abitudine. Rientro a Marsiglia con un pò di traffico, dopotutto è domenica e i francesi tornano a casa. Per la cena ci organizziamo un mega apericena, molto sostanzioso.  E dato che avevamo voglia di pizza, prendiamo due margherita da Au Vieux Pizzaiolo, che si trova a pochi metri dal nostro appartamento. Oggi abbiamo camminato per circa 13 chilometri 

Lunedi 19 agosto, il mattino è sempre dedicato alla ricerca di un luogo per la colazione. Grazie ad un gentile signore, che ci aveva visto in difficoltà nel trovare un locale aperto, riusciamo a trovare la Boulangerie Patisserie "Pain & Miel Artisan". Non

ci ha particolarmente soddisfatto, non solo per la presenza dei piccioni, ma anche per una qualità non eccelsa. Oggi la destinazione è Cassis, nel Parc National de Calanques. Dopo aver trovato posto nel parcheggio, iniziamo la nostra camminata verso il mare. Perchè alla fine di questo si tratta e tutta la giornata sarà incentrata su questo. Il trekking per arrivare alla spiaggia è impegnativo. Fortunatamente abbiamo scarpe che sono utili alla causa, anche se non sono propriamente adatte al percorso. Arrivati  alla Calanques de Port Pin, trovare un piccolo pezzo disponibile è stato alquanto complicato. L'acqua era veramente fredda, ma nonostante questo, i professionisti, dopo vare valutato l'impatto della salinità dell'acqua del mare , sui loro corpi, hanno deciso di tuffarsi. Francesca ed io, abbiamo ammirato cotanto ardore e coraggio e dal nostro punto di osservazione,  con ammirazione, li abbiamo guardati. Il ritorno al parcheggio, è  stato più difficoltoso dell'andata, il mare ci distrugge fisicamente. Per pranzo ci siamo fermati al punto di ristoro, che si trova all'entrata del Parc e abbiamo
preso da bere e un gelato. E che fai sei qui e non vai sulla spiaggia di Cassis? Dove per mettere un asciugamano in terra , devi saper lottare come un leone? Alla fine ne usciamo vincenti. Acqua del mare gelida e neanche invitante più di tanto. Maccarese in alcuni giorni è molto più bella. Dopo un'ora e mezza Francesca da segni di cedimento, ed io con lei. Ci fermiamo in un piccolo locale con tavoli al fresco e tra una orangina e un caffè espresso, ci riprendiamo un pochino dalla calura. La serata culinaria è dedicata ad uno dei piatti tipici di Marsiglia, cioè la Bouillabaisse, la zuppa di pesce. E il posto dove andarla a degustare è L'Inattendu, che si trova a Rue de la Paix, una delle zone che sono state rimesse a nuovo, nonostante si trovi a pochi passi dal Porto. E nonostante questo, Francesca ha paura lo stesso che le vogliano fare le treccine.  Veramente buona, anche se il prezzo , 41 euro, è elevato. E' un piatto unico e sazia abbastanza. Ci abbiamo abbinato un Cuvee St Laurent Ventoux, della casa vinicola Chateau Cedrus. Una gran bella scoperta. E non bisogna dimenticare la gentilezza della ragazza
che ci ha servito, che alla fine, nonostante fossimo arrivati con un pò di ritardo e la prenotazione fosse stata cancellata, ha applicato ugualmente lo sconto del 20% come da prenotazione  con The Fork. La nostra camminata giornaliera segna 16 chilometri. Domani si cambia luogo e si va a Montpellier.

E a priori scopriremo che quella giornata sarà piena di eventi particolari, dalla multa presa in zona Stadio Marsiglia a quella che ancora deve arrivare, ma che la società di noleggio auto ha avuto la premura di notiziarci. E poi c'è il top, ma questo sarà scoperto con il prossimo articolo


Museo Cappella San Severo - Via Francesco de Sanctis 19/21 - 80134 Napoli

  Senza alcun dubbio, uno dei più bei luoghi che abbia mai visitato. E fino a non molto tempo fa, non ne ero a conoscenza. Negli ultimi temp...