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lunedì 24 febbraio 2025
Ristorante Roma - Via Maggiore Domenico D'Angelo - 02012 - San Cipriano - Rieti
Giornata dedicata alla visita di Amatrice o di quello che si inizia a intravedere nella ricostruzione post terremoto. Logicamente siamo in questa zona e non possiamo rinunciare al piatto principe, cioè l'Amatriciana. Ma per farlo bisogna recarsi in uno dei luoghi di "culto", cioè il Ristorante Roma. Chi non ricorda la sua ubicazione e il sapore spettacolare di quella pasta? Rigorosamente si tratta di spaghetti e non di bucatini, forse una forzatura tutta romana. Arriviamo nella zona food, qui si possono trovare tutti i ristoranti più importanti di Amatrice, prima del terremoto. E' una zona leggermente fuori da dove si trovava il centro della cittadina, ma ben attrezzata e molto interessante. Alle sue spalle si possono vedere le cime dei monti innevati. Il nostro tavolo è pronto. Tutta la sala è belle illuminata, il sole scalda per bene l'ambiente. Si avvicina a noi il titolare, nonché chef. Ci chiede a cosa siamo interessati e ci indica immediatamente il duo dei primi della casa, in pratica la specialità del luogo. Assaggio, si fa per dire, di spaghetti all'amatriciana e spaghetti alla gricia. Spaziali a essere tirati con i complimenti. Secondo me la gricia meglio dell'amatriciana. E alla fine ci scappa pure la scarpetta. Per degustare al meglio abbiamo preso un Montepulciano d'Abruzzo della cantina Lepore. Era da tempo che non mangiavo una gricia del genere e mi sarei anche fermato , ma ci sono personaggi che non si fermano davanti a nulla, per cui è arrivata una bella grigliata e come contorno patate al forno e broccoletti. Abbacchio della grigliata veramente notevole. Qualcuno è passato sempre per il dolce, ma caffè e ammazzacaffè, sono stati i più gettonati in assoluto. Tutto compreso 25 euro a testa con pane e coperto. Bella giornata da ripetere per non dimenticare Amatrice
lunedì 3 febbraio 2025
Quindi, ci posti? Via Teodolfo Mertel 50 - 00167 Roma
E' un bel venerdì romano. Da tanto tempo tenevo a tiro questo locale, le recensioni tutte eccellenti. E poi è soprattutto enoteca e questo non fa che attrarre ancora di più la mia attenzione. Da casa sono poco più di 20 minuti a piedi. E la cosa è molto positiva, così si può degustare vino con più tranquillità. Jacopo arriva davanti al locale direttamente dalla palestra e ci anticipa di qualche minuto. Ho prenotato per le 20.30. Entro e subito si respira una bella aria e il tutto verrà confermato a fine serata. L'arredamento è enogastronomico, la musica in sottofondo piacevole. Ma, soprattutto, sono molto simpatici e competenti i due titolari. Ci accomodiamo al nostro tavolo e dopo un pò chiediamo quali sono le prelibatezze del locale. Prima di tutto ci viene consegnata la lista dei vini. Qualcosa di superlativo ci aspetta, ma torniamo a noi. Il menù è dietro le mie spalle, cioè scritto alla lavagna. Le pietanze sono basate tutte sui salumi, formaggi e piccole chicche gastronomiche che accompagnano. Sono tutti prodotti di qualità superiore, il Provolone del Monaco , quello usato per la pasta alla Nerano, è uno di questi. la nostra scelta sarà su un antipasto misto per due e due porzioni di crostoni, che alla fine diventeranno tre. Da bere, dopo breve scambio di opinioni con Jacopo, dato che Carla ha scelto una birra artigianale ambrata, abbiamo deciso di scegliere un Morellino di Scansano, della cantina Roccapesta del 2022. Il locale è una piccola bomboniera, appunto quindici posti circa. Ma ci si sta troppo bene, soprattutto quando arrivano le pietanze. L'antipasto misto per due, che va bene anche per tre, è una piccola opera d'arte. Tutti prodotti che hanno una loro storia, una storia di alta qualità. Un bel prosciutto di Parma stagionato 36 mesi, un salame spagnolo di qualità, il provolone del Monaco, una pancetta al tartufo oltre ad altri prodotti. E insieme vengono adagiate due confetture. Con il vino che abbiamo ordinato, il sapore viene esaltato ancora di più.I due crostoni arrivano poco dopo, due belle porzioni uno era con prosciutto cotto, carciofini atigiasnali e senape al miele e l'altro ben farcito con mortadella e burrata di bufala A questo punto noi due eravamo sazi, ma Jacopo dopo la palestra era ancora affamato, per cui ha scelto il crostone che è il punto di forza del locale, quello più richiesto e che non può mai mancare, cioè con tonno, aglio nero e pomodori secchi. Forte della nostra nota idiosincrasia nei confronti dell'aglio, il crostone se lo è mangiato solo lui, senza alcun assaggio esterno. I titolari, Alessandra e Alessandro, sono simpaticissimi. Prima di iniziare questa avventura , avevano una enoteca a Monteverde, proprio sulla via dove abitano i Franchetti. Il mondo è piccolo e Roma ancora di più. Rimane un piccolo spazio per il dolce, optiamo per un tortino caldo al cioccolato. E ora inizia la musica seria, tipo il concerto a Vienna di Capodanno. Jacopo chiede un distillato e qui si apre il mondo. Alessandro gli parla del Gin e lui va in brodo di giuggiole. Ce ne sono moltissimi, tutti molto apprezzati da chi ne capisce, cosi un gin tonic è la logica conseguenza. Carla va su un rhum ed io su un amaro prodotto in Calabria, l'amaro Eroico. Ma siamo solo all'inizio, perché arrivano una serie di assaggini tra cui un nocino artigianale, whisky giapponese e altro ancora. Tra un bicchierino e un altro, ho avuto l'opportunità di visitare la cantina, spettacolo allo stato puro. E tanta ma tanta qualità, con bottiglie anche anche per i più esigenti. Qui ci troviamo nel tempio della cultura enologica, ogni etichetta nasconde un territorio e ogni sorso è un viaggio alla scoperta di tradizioni e sapori unici. E' possibile bere al calice anche un Sassicaia, cosa non usuale. Ci vedremo molto presto.
martedì 14 gennaio 2025
Taverna Mari - Via Piave 29 - 00046 Grottaferrata - (Roma)
E' il 17 Dicembre 2024, corre l'obbligo di organizzare cenetta per festeggiare l'arrivo del santo natale. Logicamente sempre i quattro di Spalato. La location la facciamo scegliere a Roberto, in quanto unico di noi che abita ai castelli romani e dato che ogni volta si sorbisce non pochi chilometri per le nostre cenette, questa volta siamo noi cittadini che andiamo da lui. Arriviamo in perfetto orario, nonostante che alla guida ci sia Alfredo. Abbiamo sbagliato qualche strada nonostante maps e nonostante che al suo fianco ci fosse Franco come guida vocale. Ma nei giorni successivi ho avuto modo di capire che il problema era il vocale, anche io ho avuto modo di incappare in lui. Torniamo alla serata a Grottaferrata alla Taverna Mari. Parcheggiamo l'auto nel garage del locale. Entriamo e si sente subito quel caldo sapore di cose buone, quel capire che la serata sarà di quelle che difficilmente dimenticherai. Il nostro tavolo è pronto e dopo qualche secondo, arriva Fabrizio, il titolare, nonché amico di Roberto e colui che ha officiato le sue nozze con Federica. Fabrizio è un personaggio molto alla mano e diffonde simpatia. Ci spiega alla grande il menù e elenca anche i piatti che Roberto non può mangiare causa presenza della cipolla, erba cipollina, porro, ecce ecc. Ma iniziamo dagli antipasti e fra tutti uno ha colpito i miei ricordi e il mio palato, la polpetta di bollito. E' stato qualcosa di imbarazzante per quanto era buona. E allora, partendo da questo, alcuni giorni dopo, insieme a Carla le abbiamo preparate. Tornando alla cena abbiamo proseguito con uovo strapazzato al tartufo, burrata con alici e salumi vari. Il tutto è stato deciso di accompagnarlo con un rosso regionale, cioè un Cesanese del Piglio De' Notari, della cantina Nobis. Una piccola pausa di riflessione e arriva un primo strepitoso, maltagliati con broccoli romani, guanciale del norcino e briciole di pane. Ne abbiamo presa mezza porzione a testa, in quanto siamo andati anche sul secondo. Anche per i secondi Alfredo e il sottoscritto hanno smezzato un singolo piatto, mentre gli altri due non hanno avuto minimamente questa idea. Allora noi abbiamo preso la guancia al cesanese, mentre Franco è andato sulla faraona alla cacciatora e Roberto ha scelto i fagottini di vitella ripieni di formaggio e carciofi. Nel frattempo è arrivata la seconda bottiglia, non abbiamo cambiato tipo di vino. Che bella sensazione di benessere. Mangiare benissimo non è cosa facile, ma qui ci si riesce molto bene. Ma dobbiamo ancora arrivare al dolce. Anche qui Alfredo ed io smezziamo, gli altri due hanno fatto come per i secondi. Crema catalana per Roberto, sbriciola per Franco e noi ci dividiamo la torta alle rape rosse con colata di cioccolata fondente. Caffè solo per Roberto. Una serata bellissima e buonissima. Ed un dato per me fondamentale, cioè l'aver digerito il tutto senza aver avuto alcun problema al riguardo. Segno di una cucina con prodotti di qualità e con personale molto capace. Sicuramente ci sarà una prossima volta.
lunedì 23 settembre 2024
Ristorante "L'Altra Guancia" - Via Pietro Giannone 24 - 00195 - Roma - Italia
Noi invece abbiamo scelto un assaggio dei primi di mare, molto buoni. la serata doveva essere chiusa alla grande e così è stato. Un tiramisù semplicemente spettacolare. Quando siamo andati via abbiamo fatto i complimenti per tutta la cena, ma in particolare per questo dolce. Chi ci ha servito è stato veramente molto simpatico e professionale. Insomma una gran bella squadra abbiamo trovato qui a "L'altra Guancia". Il Canevaro e L'Altra Guancia, parlano di sapori, ospitalità e tanta buona cucina. Cosa non semplice nel proliferare di ristoranti e luoghi indicati come il tempio del buon bere e del buon mangiare. Le piccole attenzioni fanno talvolta la differenza e qui ce ne sono parecchie. Per esempio i pannelli fono assorbenti sono di grandissima utilità nello svolgimento positivo della serata.
venerdì 12 luglio 2024
Ristorante Pizzeria " La valle del sacco" - Via Bartolomeo Bossi 4 - 00154 - Roma
E' un martedì sera romano, afoso e con aria quasi irrespirabile. Stasera si festeggia la pensione di Fabio. Mi ha detto pensaci tu a dove andare, siamo in nove. Non ci ho pensato due volte e ho prenotato per le 20.30. E' la prima volta per me, ma dopo che Carla è venuta con le sue amiche e me ne ha parlato non bene, ma di più, non ho avuto alcun dubbio. la sala è climatizzata e, nonostante la porta aperta, siamo stati alla grande. L'ambiente è allegro e giovanile. I ragazzi che ci lavorano sono veramente simpatici. Dopo tre belle bottiglie di acqua, passiamo alle ordinazioni serie, iniziando con le birre. La scelta personale è caduta su una rossa alla spina veramente buona e gradevole al palato. come antipasto, la mia scelta è caduta sui fritti. Filetto di baccalà e 'A tempurina, cioè una crocchetta in tempura di patate, cicoria e provola. Che buona . Il filetto di baccalà è giusto per due persone, per quanto è grande. I fritti sono belli chiari, sinonimo di olio cambiato regolarmente. Personalmente non ho preso il supplì, ma era veramente intrigante. Abbiamo proseguito il nostro percorso gastronomico con le pizze. Pizze basse e croccanti, insomma le belle pizze alla romana come piacciono a me. Per rispetto al fatto che è stata la mia prima volta, ho scelto la Valle del Sacco, composta da mozzarella , radicchio, provola affumicata, guanciale selezione valle del sacco e grana. Guduriosa, intrigante e eccellente al palato. Ho fatto un pò di fatica a finirla, ma solo perchè i due antipasti mi avevano saziato per bene. Ma ce ne sono altrettante buone, basta scegliere tra le due categorie, le solite pizze o le pizze gajarde. Si è poi proseguito tra caffè, qualche dolce e dei distillati. Per chiudere bene la serata, abbiamo fatto aprire un prosecco e brindato tutti insieme alla agognata pensione. In definitiva la serata è trascorsa tra risate e simpatia, anche grazie ai sapori e all'ambiente simpatico e professionale che abbiamo trovato alla Valle del Sacco.
martedì 9 luglio 2024
Ristorante Gourmet "Il Canevaro" - Località Villamagina 15 - 06030 - Sellano - Perugia
E' la nostra giornata dedicata alla scoperta del Ponte Tibetano a Sellano. Siamo in quattro, naturalmente, vista la situazione altimetrica, non sono dei nostri Franchino e Roberto.
Cico, Alfredo, Andrea e il sottoscritto, sono i valorosi che avranno il compito di attraversare il ponte. Con partenza da Roma, verso le otto, in poco più di due ore arriviamo a Sellano. Chi ha avuto l'idea del ponte, è un genio. Praticamente Sellano è finalmente conosciuta in tutta la penisola e il movimento economico creato è notevole. E' un banale giovedì di giugno, ma di persone che attraversano il ponte ce ne sono parecchie. Costo online 25 €.
L'adrenalina in circolo, fa venire fame. E' quasi ora di pranzo. Fortunatamente il ristorante è stato prenotato, Andrea si è preso questa responsabilità. Non dobbiamo fare molti chilometri per arrivare. Impieghiamo un pò più tempo del dovuto, in quanto il navigatore ci fa prendere una strada sterrata, che alla fine non è più percorribile in macchina. Torniamo su quella principale e finalmente arriviamo a dama. Parcheggiamo la macchina, neanche immaginando quello che ci stava attendendo, cioè uno di migliori pasti degli ultimi anni. Il locale è piccolo, ma molto ben arredato e, soprattutto, fresco. Mi colpisce subito, oltre all'eleganza dei tavoli apparecchiati, un lato pieno di distillati vari e tutti di livello. Il menù è molto interessante, ma non facciamo in tempo a leggerlo, in quanto ci viene offerto un aperitivo a base di bollicine rosè e degli stucchizini con la curcuma. Un inizio ottimo. Il menù ci impone una scelta, anzi due. Cosi optiamo per cestini con fiori di zucca ripieni e filanti e piatto di ricottina di capra con pesto alla menta, formaggio e biscotti al pistacchio. Un trionfo di sapori, veramente tutto buono. Però non potevamo passare ai primi piatti, senza aver assaggiato l'uovo strapazzato con il tartufo. E infatti abbiamo ottemperato a questo. Piatto semplice, ma di una bontà unica. In tutto questo non bisogna dimenticare la cantina, veramente ben fornita e grazie al consiglio del signor Tonino, abbiamo bevuto un Montefalco rosso annata 2019 della cantina Boccatone. Tanta roba pure questo. E arriviamo ai primi piatti, anche qui doppia scelta. Siamo su un classico, cioè tagliatelle alle tre farine con porcini e tartufo, poi abbiamo provato un primo particolare cioè caramelle con farina di canapa ripiene di faraona con specchio di spinaci. Un pasto veramente spettacolare. Ma ancora non è finito. La chef , la signora Roberta, mi ha fatto assaggiare un gelato al gelsomino, fatto da lei, che oso definire perfetto. La cialda con crema chantilly e fragole e le pesche, hanno concluso un pasto , che mi ha portato a dire " che era da tempo che non mangiavo così bene dall'inizio alla fine". Ho anche avuto la fortuna di assaggiare il whisky italiano Segretario di Stato. Complimenti perchè ti senti a casa, senti l'intinità del luogo e tutto questo grazie ai signori Roberta e Tonino. Tornerò sicuramente, gia ne ho parlato con chi di dovere. E la seconda volta qui, sarà migliore della prima, ne sono sicuro.
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