martedì 26 novembre 2024

Tre giorni ad Alicante e dintorni - Novembre 2024

Prenotiamo a luglio 2024, per la prima volta con Wizzair. Prezzi molto interessanti, per due persone andata e ritorno da Fiumicino, con un trolley e un bagaglio da riporre sotto il sedile, abbiamo speso 180 euro. Partenza un pò in ritardo, arriviamo con circa 30 minuti di ritardo ad Alicante, verso le 18. E' già buio, per cui cerchiamo di arrivare il prima possibile al nostro appartamento, che meriterà un post a parte, in quanto il soggiorno è stato eccellente, Apartament El Olivo. Arriviamo verso le 19.30 dopo aver preso il pullman C6 dal lato partenze dell'aeroporto. Costo del biglietto 4,50 €. Scesi dal pullman, fermata Mercato El Sabio,   poi ci sono voluti circa 20 minuti di camminata, per
arrivare all'Appartamento El Olivo. Anche se la fermata migliore è la successiva, cioè Marq- Castillo, a soli 10 minuti a piedi ed in discesa. Comunque arriviamo anche affamati e la fortuna vuole che vicino all'appartamento ci sia un bel ristorante argentino, La Estancia-Carne a la brasa. Personale veramente gentile. Abbiamo preso le costine di maiale con salsa barbeque e un pezzo di manzo cotto a bassa temperatura. Le costine hanno vinto, molto più saporite. Il tutto accompagnato da un rosso di Alicante, Murviedro Sercis Cepas Viejas Monasterll 2019. Buoni i dolci e il prezzo ci stava tutto, poco più di 35 € a testa. Ci voleva una bella dormita per riprendersi dalla giornata appena trascorsa e così è stato. Letto veramente comodo. La colazione decidiamo di farla in un localino proprio sotto di noi, Dulce Raval - Pan y cafè. C'è dolce e salato, ma alla fine prendiamo solo cose dolci. Io opto per il caffè il resto del gruppo va di cappuccino. Da questo momento in poi inizia la nostra conoscenza con Alicante. Iniziamo subito con il suo lungomare, cioè El Postiguet, che arriva fino al centro della città. Oggi la giornata è un pò nuvolosa, però si vedono tante
persone passeggiare e partecipare a lezioni di yoga e partite di beach volley.  La prima tappa è l'ufficio turistico, da li ci danno informazioni su cosa vedere intorno ad Alicante, alla fine opteremo per Elche. Dopo un pò di cammino arriviamo al negozio simbolo, per noi, della Spagna, cioè Ale Hop. Carla ci passerebbe delle ore li dentro, ma devo dire che anche Francesca è rimasta piacevolmente colpita. La rambla ci accoglie con i suoi rumori, ma poi dirottiamo la nostra camminata verso Carrer de Sant Francesc. Qui ci sono delle statue che rappresentano funghi e funghi con insetti. Poi ci dirigiamo verso il Mercado Central, ove avevamo in mente di mangiare qualcosa per pranzo, ma posti per mangiare ce ne erano pochi e tutti molto affollati. Cosi riprendiamo la nostra camminata, non senza aver fotografato il monumento in ricordo del bombardamento avvenuto il 25 maggio 1938 da parte dell'aviazione italiana. E' composto da nove quadrati, come i nove aerei che sorvolarono la città,  novanta linee come il numero delle bombe che caddero sul mercato e trecentotredici
punti come il numero delle vittime.  Il pranzo incombe, così ci fermiamo presso Casa Mary, dove mangiamo una buona paella con una caraffa di sangria. Diciotto euro a testa e il pranzo è servito. Ritorno a casa per un breve riposicchio e poi di buona lena verso il Castello di Santa Barbara. Arriviamo in cima a piedi, ma poi scenderemo con l'ascensore. La veduta dal monte Benacantil è eccellente. Dopotutto  166 metri non sono pochi. Inizia il tramonto e a breve sarà buio. Ci dirigiamo verso il lato del casinò, li vicino il porto ci permette di passeggiare senza avere il problema del rumore delle auto che sfrecciano veloci. Per la cena ci siamo cautelati prenotando alla Taberna Iberica, è sabato ed è meglio non correre rischi. La scelta è stata ottima, tanto che ci ritorneremo  anche la sera successiva. Iniziamo con il pane caldo con il pomodoro, poi ci portano un antipasto offerto da loro a base di pesce. Da bere un rosso Ramon Bilbao crianza Rioja, molto buono. Proseguiamo con un piatti di Jamon y Queso, cioè prosciutto e formaggi locali e delle tapas di friggitelli, ma molto piccoli. E poi costillas de cordero, cioè
cotoletta alla scottadito e il morteruelo, uno stufato di carne che viene poi ridotto in una crema. Qui poi gli ingredienti variano a seconda della zona. Non prendiamo il dolce in quanto nel pomeriggio abbiamo acquistato il torrone di Alicante e una bottiglia di rhum. Il giorno successivo scendiamo per la colazione al forno sotto l'appartamento, ma con nostro disappunto era chiuso, nonostante il cartello degli orari lo desse aperto. Allora iniziamo a camminare nella speranza di trovare qualcosa aperto, dato che è domenica. Pochi metri e troviamo El Mirador, che si trova su un piano terrazzato con vista sul mare. Colazione ottima e pronti per i nostri chilometri giornalieri, ieri sono stai circa 19. Prendiamo l'autobus n.22 e ci dirigiamo verso la stazione centrale di Alicante.
Da li prendiamo il treno e in trenta minuti siamo ad Elche, precisamente fermata Elx-Parc. Iniziamo la passeggiata visitando la cittadina. E' un piccolo centro con cose veramente interessanti. Oltre alla Basilica di Santa Maria, troviamo il  Palazzo di Altamira e la Torre de la Calaforra. E per il momento aspettiamo di visitare il giardino  Huerta del Cura, dove si trova il palmeto imperiale, prima un piccolo  spuntino è d'obbligo. E qui ci fermiamo proprio nelle vicinanza del giardino, presso il Restaurante La Taronja. I camerieri sono molto giovani e preparati. Insalatone molto interessanti e tanta cordialità. alla fine 18 euro a testa ce la siamo cavata. Riusciamo ad entrare per la visita al giardino una mezz'ora prima dell'ultimo orario di entrata. Tanto verde, come un pò in tutta la località. palme molto alte e secolari. Ci sono molti zampilli di aacqua, con i germani reali che la fanno da padrone. Ed a un certo punto arriva lui, con tutta la sua maestosità, cioè La palmera imperial. Deve il suo nome alla Principessa Sissi, imperatrice d'Austria, la quale si innamorò del giardino e a lei il Cappellano Castano dedicò proprio quella palmera. Al suo interno  si  trovano circa 500 palme. E con nostro stupore arrivano anche i pavoni.
Erano quattro, di cui due totalmente bianchi. Senza dimenticare la presenza della Dama di Elche, il cui busto originale si trova nel Museo Nazionale Archeologico di Madrid. Usciamo e continuiamo a camminare tra palme e tanto verde. Passeggiamo lungo le sponde del fiume Vinalopo, fortunatamente al fresco, in quanto anche se siamo a novembre, la temperatura è elevata. Pian piano torniamo alla stazione di Elx-Parc, ma il primo treno disponibile per Alicante passa tra più di un'ora, cosi optiamo per il pullman che parte poco distante da li, dalla stazione dei bus. Torniamo all'appartamento verso le ore 18. Decidiamo di riposarci e andare poi direttamente alla Taberna Iberica, che si trova a dieci minuti a piedi da dove siamo noi. Stasera andiamo di paella o arroz de marisco. Il tutto accompagnato da una bottiglia di Monopole Verdejo, tranne che per Carla che ha optato per una coppa di sangria. Cena eccellente come la sera precedente. Domani si torna a Roma, ma prima c'è ancora qualcosa da fare, bisogna godersi il sole e il mare della Spagna per qualche ora. Mattina successiva splendida colazione sempre
a El Mirador, anzi saremo li anche per un pranzetto veloce. Si sta talmente bene al sole e al fresco del mare. Però la sera prima Franchino aveva notato che una parte del Barrio Santa Cruz  l'avevamo saltata, cosi copriamo al volo questa mancanza. Fortunatamente alla tazza della città di Alicante di Starbucks, per la nostra collezione,  avevo pensato il giorno precedente, così siamo liberi di fare una passeggiata lungomare. La spiaggia è piena di gente che prende il sole, chi ne approfitta per leggere un libro, chi disputa una partita di pallone, insomma c'è tanta vitalità. Dopo aver sorseggiato sulla spiaggia  il peggior caffè di questi giorni ad Alicante, prendiamo i bagagli e sempre con il C6 di dirigiamo verso il piano partenze dell'aeroporto. Il volo partirà in orario, tranquillo come all'andata. E' stato un bel modo di staccare la spina qualche giorno e, al di là del luogo, la differenze la fa la compagnia e con i Franchetti è sempre al top.

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